23 agosto 2019
Aggiornato 06:30

Salvini vuole «sfiduciare» Conte prima di Ferragosto

Per il M5s bisogna prima completare la riforma costituzionale con il taglio di 345 parlamentari. Luigi Di Maio accusa la Lega di aver aperto una crisi assurda

Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini ANSA

ROMA - Matteo Salvini vuole che il Parlamento voti sulla mozione di sfiducia al governo Conte prima di ferragosto per fissare subito la data delle elezioni. Il leader leghista teme infatti che possa esserci il tentativo di un rinvio e non vuole rischiare.

Salvini ha fretta

«A me adesso interessa - ha detto ieri arrivando a Policoro (Matera) - la fissazione della data delle elezioni. A me interessa che gli italiani sappiano quando vanno a votare, per avere un nuovo Parlamento e un nuovo governo che duri cinque anni e faccia la manovra economica». Prima però c'è da chiudere l'esperienza dell'esecutivo giallo-verde passando dal Senato, senza rinvii. «Mi aspetto che il Parlamento si esprima il prima possibile, non dopo ferragosto ma prima», ha detto, tornando a definire «un insulto agli italiani» un eventuale nuovo governo, magari M5s-Pd.

I 5 Stelle vogliono il taglio di 345 Parlamentari

Per il M5s, però, prima di andare al voto bisogna completare la riforma costituzionale con il taglio di 345 parlamentari. Luigi Di Maio accusa la Lega di aver aperto una crisi di governo «assurda». Adesso il Movimento è d'accordo ad andare «subito» al voto, ma prima, «in due ore», si deve approvare la riforma «prima delle dichiarazioni di Conte alle Camere». Di Maio si appella a tutte le forze politiche, ma annuncia anche che, in assenza di una risposta positiva, il Movimento ha avviato la raccolta delle firme per chiedere la convocazione della seduta e i numeri per farlo li ha. Poi ci sarebbe da trovare i voti, consapevoli del fatto che una eventuale approvazione (tra promulgazione, referendum, nuova legge elettorale) farebbe slittare di almeno 6 mesi il voto. Cosa che Salvini assolutamente non vuole.

Renzi smentisce accordi con i 5 Stelle

In tutto questo il Pd, con il segretario Nicola Zingaretti, invoca subito il voto, ma tra i Dem c'è chi non si fida di Matteo Renzi. Secondo Salvini (ma anche alcuni Pd) infatti il senatore fiorentino avrebbe avuto contatti con Di Maio per un governo di transizione. L'ex Premier smentisce risolutamente: «Oggi - scrive su Facebook - i giornali sono pieni di retroscena su accordi segreti tra noi e i Cinque Stelle. Qualcuno già ipotizza che io possa votare la fiducia a Fico premier. E perché non Toninelli premier allora? O Di Battista? Sono ragazzi così preparati e competenti. Dai, ragazzi, non scherziamo».

Pisapia ci prova

Tra i Dem, però, chi parla apertamente di un nuovo governo «di transizione» è Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, europarlamentare, figura di grande peso nella sinistra. Al «Corriere della Sera», Pisapia ipotizza «un governo di transizione che prepari le elezioni e s'incarichi di raddrizzare la barra economica salvandoci dal baratro».