17 novembre 2019
Aggiornato 16:00

Renzi non parlerà al Senato su «Moscopoli». E nel Partito Democratico scoppia la polemica

L'ex Presidente del Consiglio: «C'è chi attacca il Matteo sbagliato, alle 19 faccio diretta Facebook». Zingaretti: «Su intervento Renzi polemica insensata»

Il Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi
Il Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi ANSA

ROMA - Matteo Renzi non interverrà in aula al Senato a nome del Pd dopo l'informativa del premier Giuseppe Conte sulle presunte trattative tra esponenti della Lega e funzionari russi prevista per questo pomeriggio. L'ex segretario del Pd ed ex premier lo annuncia su Facebook.

Nel PD c'è chi attacca il Matteo sbagliato

«Oggi - osserva - il Governo è in aula per parlare di Russia, rubli, 49 milioni di euro. Avevo chiesto di poter intervenire contro Salvini a nome del Pd. La cosa ha suscitato polemiche interne dentro il partito da parte dei senatori vicini alla segreteria. E siccome ritengo assurdo che nel giorno in cui Salvini deve parlare dei suoi guai, una parte del PD attacchi me ho deciso di rinunciare all'intervento, ringraziando comunque il Presidente Marcucci per la disponibilità. Penso che ci sia chi continua ad attaccare il Matteo sbagliato. Ma penso anche che non valga la pena dividersi su questo: sarò in aula ad applaudire il collega che parlerà a nome del Pd. E poi alle 19 farò una diretta Facebook dicendo ciò che penso della vicenda Salvini e non solo. Ci vediamo stasera alle 19 su Facebook, buona giornata a tutti!».

Zingaretti: «Su intervento Renzi polemica insensata»

Una polemica «insensata» perchè ieri in un confronto con i capigruppo Marcucci e Delrio «tutti» erano d'accordo sull'intervento di Matteo Renzi. «Che poi in un gruppo parlamentare diventi lesa maestà discutere su chi deve intervenire mi sembra un po' esagerato». Lo scrive in una nota il segretario Dem Nicola Zingaretti, dopo che l'ex premier ha annunciato di rinunciare ad intervenire per le obiezioni sollevate da alcuni colleghi senatori.

«L'Italia ci chiede di combattere uniti»

«Francamente non capisco cosa sta succedendo. Una discussione sul Russiagate - lamenta Zingaretti - sta diventando una discussione sul Pd. Riguardo all'intervento in aula ho parlato ieri con il capogruppo al Senato assicurando pieno sostegno e totale autonomia al gruppo e nessun problema rispetto a qualsiasi scelta si sarebbe fatta. Mi risulta che dopo la discussione fossero tutti d'accordo. Che poi in un gruppo parlamentare diventi lesa maestà discutere su chi deve intervenire mi sembra un po' esagerato. Ieri sera ho incontrato i due capigruppo in uno spirito molto positivo e di totale collaborazione per coordinarsi oggi dopo l'intervento di Matteo Renzi in aula a nome di tutto il Pd. Ora riesplode una polemica insensata: in momenti come questi - è il richiamo di Zingaretti - ci vuole molta responsabilità e rispetto da parte di tutti perché gli avversari sono fuori di noi, l'Italia ci chiede di combattere uniti».

Margiotta: «Sorprende stupore Zingaretti su Renzi»

«È sorprendente il candido stupore mostrato da Nicola Zingaretti in merito al mancato intervento di Matteo Renzi oggi nell'Aula del Senato che discute finalmente del Russiagate. Sorprendente perché tutto nasce dalla contrarietà di senatori molto vicini al segretario che, non contenti di aver sollevato il problema, hanno anche passato l'indiscrezione alla stampa. Se chi sta in segreteria preferisce attaccare Renzi invece di Salvini, Zingaretti ha un problema serio con i suoi. Non certamente con noi». Lo dichiara in una nota il senatore del Pd Salvatore Margiotta.