17 novembre 2019
Aggiornato 15:30

La possibile crisi di governo riapre la discussione nel Partito Democratico

I renziani partono alla carica chiedendo che venga presentata subito una mozione di sfiducia contro Matteo Salvini, ma il segretario Nicola Zingaretti frena: «Così lo aiutiamo»

L'ex Segretario del PD, Matteo Renzi
L'ex Segretario del PD, Matteo Renzi ANSA

ROMA - La possibile crisi di governo riapre la discussione nel Pd, i renziani partono alla carica chiedendo che venga presentata subito una mozione di sfiducia contro Matteo Salvini, ma il segretario Nicola Zingaretti frena, durante una riunione con il capogruppo alla Camera Graziano Delrio e con la vice-presidente del gruppo al Senato Simona Malpezzi. Il leader Pd è convinto che la mossa possa favorire la ricomposizione di una maggioranza ormai a un passo dalla rottura e per questo ha invitato tutti alla cautela.

Mozione di sfiducia contro Salvini

L'offensiva renziana, già avviata ieri ieri alla riunione dei deputati da Maria Elena Boschi e da Matteo Orfini, oggi è stata rilanciata proprio dall'ex ministra su Twitter: «Salvini fugge dal Parlamento. Il M5s tiene come sempre i piedi in due staffe. C'è solo un modo per essere seri: presentare oggi stesso una mozione di sfiducia a Salvini alla Camera».

Renzi al fianco della Boschi

Concetto ribadito dallo stesso Renzi poco dopo, sempre su Twitter: «Va fatta la mozione di sfiducia a Salvini. Se i 5S la votano, finisce l'esperienza del peggior governo della storia repubblicana. Se lo salvano di nuovo, avranno perso ogni credibilità. L'opposizione deve fare l'opposizione: questo è il modo per portare Salvini in aula».

Il Segretario Zingaretti frena

Ma Zingaretti, appunto, dà una lettura diversa. Il segretario Pd è convinto che la rottura della maggioranza Lega-M5s sia davvero possibile e teme che una mozione contro Salvini in questo momento possa contribuire a raffreddare gli animi, costringendo i 5 stelle a votare contro un documento presentato dal Pd che mette nel mirino il loro alleato di governo. Per questo i vertici democratici hanno deciso di aspettare ancora, per vedere l'evoluzione delle cose nelle prossime ore.

Il dibattito nel Pd, però, è ancora più articolato

Zingaretti, infatti, punta alla crisi del governo con l'obiettivo di andare spedito a elezioni anticipate. Spiega un parlamentare democratico: «Zingaretti vuole rinnovare i gruppi parlamentari, che ora non controlla, e non intende farsi imbrigliare in un governo 'tecnico' o di 'unità nazionale', accollandosi il peso di una manovra impopolare». Insomma, Zingaretti vuole evitare il bis del governo-Monti.

Il dialogo con i 5 Stelle

Ma anche nella maggioranza che lo sostiene nel Pd non tutti la pensano allo stesso modo. L'idea di un dialogo con i 5 stelle, in caso di crisi, è stata rilanciata qualche settimana fa da Antonello Giacomelli, lottiano di provenienza franceschiniana, e trova parecchie orecchie attente. Del resto, era proprio l'operazione che a un certo punto aveva tentato il capo dello Stato Sergio Mattarella per provare ad uscire dallo stallo del post-elezioni lo scorso anno, prima dello stop di Renzi.

Nel 2022 si vota per il Colle

In questo caso, assicura un parlamentare della maggioranza Pd «anche molti renziani avrebbero interesse a far partire un governo 'del presidente', se venisse proposto. Perché sanno che altrimenti non tornerebbero in Parlamento». E, soprattutto, molti big Pd cominciano a fare un ragionamento sul 2022: tra due anni e mezzo si voterà per eleggere il successore di Mattarella e sono in tanti a non voler lasciare questa elezioni «nelle mani di Salvini e della Meloni», probabili vincitori di eventuali elezioni anticipate, secondo i sondaggi.