21 ottobre 2019
Aggiornato 22:00

Zingaretti e le alleanze: «M5s e moderati? Se sono pronti a un confronto, il PD c'è»

Lo ha detto Nicola Zingaretti parlando alla direzione del partito: «Il PD dovrà allargarsi, radicarsi, rinnovarsi ancora di più. Deve guardare all'esterno dei propri recinti»

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ROMA - Il Pd deve «parlare a tutti», non solo ai delusi dei 5 stelle e alla «sinistra dispersa» o ai «moderati». Lo ha detto Nicola Zingaretti parlando alla direzione del partito. «Dobbiamo parlare ai delusi 5 stelle, alla sinistra dispersa? No, sarebbe un approccio sbagliato, dobbiamo parlare a tutti». Se sul fronte moderato o su quello dei 5 stelle ci sono forze pronte a impegnarsi contro la destra, è il momento di agire, «l Pd è pronto"

Schieramento europeista, nazionale e democratico

«ll Pd - ha spiegato - farà la sua parte. Dovrà allargarsi, radicarsi, rinnovarsi ancora di più. Deve guardare all'esterno dei propri recinti» Zingaretti auspica la costruzione di uno schieramento «europeista, nazionale, democratico, di cui il Pd sia la garanzia e la forza principale».

Vocazione maggioritaria

Ha continuato Zingaretti: «Sento su di me il peso di avviare questo lavoro, la ricostruzione di un soggetto unitario e plurale». Ha precisato Zingaretti: «Sono per non abbandonare la vocazione maggioritaria del Pd, non nel senso di un'isolamento e di una superiorità, ma come come esigenza di avanzare una proposta all'insieme della comunità nazionale».

La proposta ai 5 Stelle

Il segretario Pd ha precisato: «Se classi dirigenti moderate, liberali, pensano che ci sia uno spazio elettorale da organizzare contro la destra e che trovano insopportabile l'egemonia di Salvini, a loro dico: bene, è il momento di battere un colpo. Se tanti elettori del Movimento 5 stelle che hanno sostenuto alle amministrative liste civiche o della sinistra, decidono di rinnovarsi, di riproporsi, di riorganizzarsi, anche a loro dico: bene, noi siamo qui, disponibili ad aprire un cantiere».

Nuovi soggetti politici? Purché non dividano campo

Il centrosinistra deve conquistare nuovi consensi, non dividere quelli esistenti tra più soggetti e le eventuali nuove forze politiche devono essere costruite con questa logica. "Sento parlare di ipotesi e di nuovi soggetti, non ci sottraiamo», ha spiegato. «Ma stiamo attenti, affinché quest'articolazione non sia la filiazione di gruppi dirigenti che si dividono il consenso che già c'è. Occorre allargare il campo di tutti e non dividere il campo dell'unica forza democratica che combatte». Serve un «senso comune di responsabilità», «spirito corale».