21 luglio 2019
Aggiornato 11:00

Romano Prodi: «La crisi del Paese colpa delle cattive riforme fatte da questo Governo»

L'ex Presidente del Consiglio intervistato dal Foglio: «Entro ottobre, prima della definizione del budget, la resa dei conti»

Romano Prodi
Romano Prodi ANSA

ROMA - «Sono convinto che l'anno che stiamo attraversando sarà molto complicato dal punto di vista economico e temo che buona parte delle previsioni diffuse negli ultimi mesi siano persino troppo ottimistiche». Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, in una intervista al Foglio.

Cattive riforme

«E' un problema - ha spiegato - legato al clima di non fiducia che si respira oggi in Italia ma è un problema legato anche alle cattive riforme fatte da questo governo. E se la scommessa di Salvini e Di Maio è dare un po' di soldi alle persone che ne hanno bisogno sperando che queste poi li spendano, io penso che la scommessa sarà fallimentare. Le crisi di fiducia si traducono sempre in crisi di consumi e quando un paese come l'Italia si ritrova ad affrontare una crisi di questo tipo è inevitabile che l'economia si vada a bloccare».

Entro ottobre la resa dei conti

Secondo Prodi «entro ottobre, prima della definizione del budget, ci sarà la resa dei conti. Ma quando una economia va in sofferenza non è da escludere che ci siano incidenti anche prima. Di certo, possiamo dire però che nel 2020 non sarà possibile usare gli stessi espedienti usati nel 2019. Per arrivare alle europee senza troppe ferite, il governo quest'anno ha trovato un compromesso con la Commissione mettendo in atto una serie di spese aggiuntive alla manovra a partire da aprile. Il prossimo anno, oltre al tema delle clausole di salvaguardia e della crescita in discesa, ci sarà anche questo: che le spese aggiuntive riguarderanno non nove ma dodici mesi, e non è un dettaglio».

Non ci si può augurare accordo Pd con M5S o Lega

«Lo scorso anno mi auguravo un dialogo tra Pd e M5s, sapendo benissimo che non si sarebbe potuto concludere positivamente ma che avrebbe aiutato a chiarire le posizioni. Ma oggi bisogna dire le cose come stanno: non ci si può augurare in nessun modo che il Pd possa fare un'unione con due forze parimenti divergenti con il mondo riformista come il M5s e come la Lega».