24 ottobre 2019
Aggiornato 04:00

Matteo Renzi: «La recessione? Colpa di Salvini e Di Maio»

Il senatore del Partito democratico Matteo Renzi: «Tra previsioni sbagliate e crisi vera, gli italiani dovranno tirare fuori 40 miliardi per colpa del Governo Lega-M5s. Sarà un bagno di sangue»

Il Senatore del PD, Matteo Renzi
Il Senatore del PD, Matteo Renzi ANSA

ROMA - «In soli 6 mesi di governo la gestione M5S-Lega ha riportato l'Italia in recessione». Lo ha scritto il senatore del Partito democratico Matteo Renzi, nella sua nwesletter enews. Nella conclusione del paragrafo, la «morale della favola: tra previsioni sbagliate e crisi vera, gli italiani dovranno tirare fuori 40 miliardi per colpa di Salvini e Di Maio. Sarà un bagno di sangue. E come sempre pagherà la povera gente».

Consumi privati paralizzati

«Il ciclo internazionale difficile - è la spiegazione del parlamentare dem - non c'entra, perché sia nel terzo che nel quarto trimestre la domanda estera ha continuato a spingere il Pil italiano. Si sono invece paralizzati i consumi privati mentre gli investimenti tecnici sono addirittura crollati».

«Per chi è interessato agli aspetti tecnici, suggerisco - ha proseguito l'ex leader democratico - di leggere questa parte in corsivo - che invece gli altri possono saltare - anche per replicare alle bugie pentastellate. Più che i dati congiunturali di breve periodo, sono quelli tendenziali anno su anno che devono preoccupare perché osservandoli attentamente si capisce che il motore dell'economia italiana si è letteralmente inceppato. E lo si vede bene dal confronto con i trimestri positivi dei precedenti 4 anni».

I meriti dei governi di centrosinistra

«Nel quarto trimestre 2018, infatti, la crescita tendenziale del Pil - ha sottolineato Renzi - si è azzerata dopo aver toccato punte trimestrali di crescita anno su anno dell'1,7% durante i nostri governi. Gli investimenti in macchinari, tecnologie e mezzi di trasporto sono diminuiti nell'ultimo trimestre del 2018 dell'1,1% su base annua dopo aver raggiunto nel 2016-2017 e nella prima parte del 2018 tassi di crescita trimestrali tendenziali record, che hanno sfiorato il 15% con le nostre politiche sul superammortamento (ora cancellato dal Governo Conte) e sull'Industria 4.0».

«Sempre nel quarto trimestre 2018, la crescita su base annua dei consumi delle famiglie italiane - ha osservato ancora l'ex capo del Governo - si è sgonfiata ad un misero +0,5%, dopo aver toccato tassi di crescita trimestrali tendenziali del 2,3% (di rara intensità nella storia recente del nostro Paese) nel periodo di piena attuazione degli 80 euro e dell'incremento occupazionale favorito dal Jobs Act e dalle decontribuzioni. Chi ha criticato le nostre politiche economiche in passato dovrebbe meditare ora su due semplici verità: la prima è che le nostre politiche magari non piacevano agli editorialisti ma funzionavano».

«La seconda - ha affermato Renzi - è che quelle giallo-verdi attuali sono un autentico disastro, con uno sperpero di risorse sottratte alla crescita e un debito/Pil già aumentato nel 2018 e destinato a crescere anche quest'anno. E se aumenta il debito sarà un problema per il rating. Oltre che per le future generazioni».