16 settembre 2019
Aggiornato 04:00

Reddito di cittadinanza: la presentazione show con Di Maio, Conte, Grillo e Casaleggio

«Oggi mi presento come garante del nuovo patto sociale fra i cittadini e lo Stato». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando a Roma all'evento di celebrazione del M5S per il varo del decreto sul reddito di cittadinanza

Video Agenzia Vista

ROMA - «Io mi sono presentato come avvocato del popolo, l'avvocato è il mestiere che sapevo fare meglio. Oggi mi presento come garante del nuovo patto sociale fra i cittadini e lo Stato». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando a Roma all'evento di celebrazione del M5S per il varo del decreto sul reddito di cittadinanza. «Vogliamo - ha spiegato - che tutti i cittadini siano partecipi di questo patto, il reddito di cittadinanza ne sarà il pilastro. Io vigilerò affinché questo bellissimo progetto non sia deturpato da furbizie, abusi e storture di ogni sorta».

Reddito di cittadinanza non è assistenzialismo

«La finalità assistenziale si verifica quando lo Stato dispensa benefici economici ai cittadini senza sollecitarli a migliorare la loro condizione». Il premier ha sottolineato che nel decreto che istituisce il nuovo sussidio i beneficiari «sono sollecitati ad esempio ad accettare delle proposte di lavoro e se ci sono dei rifiuti i meccanismi disincentivanti sono formidabili. Non ci parlate - ha ribadito Conte - di finalità assistenziali, non è la riforma che abbiamo concepito. Realizziamo un modello di Stato in cui i cittadini potranno riscrivere il proprio percorso lavorativo e il proprio futuro».

Nessuna crescita senza inclusione sociale

«Un governo non può pensare alla crescita del Pil senza pensare ad ampliare la base produttiva, senza coniugarla a un meccanismo efficace di inclusione sociale». Conte ha ricordato anche che alla base di questo provvedimento c'è «l'articolo 4 della Costituzione che ragiona di diritto al lavoro e impone allo Stato le premesse per l'esercizio effettivo di questo diritto, e poi l'articolo 3 secondo comma che parla di uguaglianza sostanziale, parole bellissime: 'tutti devono essere resi partecipi del gioco democratico, essere messi in condizione di partecipare alla vita politica, economica, sociale, e culturale del paese'. Anche il più bisognoso ha una dignitò personale ma c'è anche la dignità sociale e chi rimane emarginato, escluso dal circuito lavorativo difficilmente può rivendicare una dignità sociale».

Conte ha ringraziato il vicepremier Di Maio

«Grazie Luigi. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana da quando ci siamo insediati abbiamo iniziato a lavorare al reddito di cittadinanza, ha ricordato -, ovviamente la cabina di regia era al ministero del Tesoro sotto il coordinamento di Di Maio ma è stato un progetto corale nato da lontano e un lavoro corale, portato avanti da tutti convintamente, con determinazione perchè c'erano tre ragioni: erano forti le previsioni del contratto di governo, tutti le avevano accettate. In secondo luogo siamo tutti convinti e lo siamo di dover cambiare rotta alla politica economica e sociale che è stata fin qui seguita, 5 milioni di persone in Italia sono in condizioni di necessità e il governo deve assumersi le sue responsabilità».

Noi sbeffeggiati, ma reddito sarà efficace

«E' stato un lavoro intenso che dovrebbe scongiurare e tacitare quelle perplessità, quei dubbi, diciamolo anche le ostilità e qualche sbeffeggiamento che ci siamo presi nel dibattito politico. Sin dall'inizio ho chiesto subito ai miei interlocutori, ad Angela Merkel come lo avevano realizzato, Luigi è andato in Germania - ricorda Conte riferendosi a Di Maio -, volevamo farlo ancora più efficace e sagomarlo alla nostra realtà sociale ed economica. In realtà lo abbiamo concepito come volto a incrementare l'offerta di lavoro, addirittura ci sono efficaci meccanismi di incentivazione affinchè il datore di lavoro ottenga benefici economici incredibili».