21 marzo 2019
Aggiornato 06:30
Manovra

Moavero: «Bruxelles era pronta a punirci»

Il Ministro degli Esteri intervistato da «Il Messaggero»: «Aver trovato un accordo con la Commissione ha permesso a noi tutti di non esporci a un'instabilità finanziaria, sempre imprevedibile»

Enzo Moavero Milanesi, Ministro degli Esteri del Governo Conte
Enzo Moavero Milanesi, Ministro degli Esteri del Governo Conte ANSA

ROMA - L'Unione europea era pronta ad avviare la procedura d'infrazione contro l'Italia e aver trovato un accordo con Bruxelles ha scongiurato il rischio di instabilità finanziaria. Questo il commento del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, all'indomani dell'approvazione definitiva della legge di bilancio. «La Commissione aveva già annunciato una procedura per l'eccessivo ammontare totale del nostro debito pubblico», ha detto il ministro in un'intervista a Il Messaggero, sottolineando come, «una volta avviata la procedura, per fare un solo esempio di conseguenze negative, la Commissione avrebbe verosimilmente chiesto al nostro Paese la riduzione del debito in tempi rapidi e per quantità consistenti e tutto si sarebbe tradotto in maggiori tasse».

Rischio d'instabilità finanziaria

Ma era necessario trovare un accordo con Bruxelles non solo per evitare la procedura di infrazione, secondo Moavero, ma anche perchè «il nostro Paese aderisce all'euro, la moneta unica europea, che richiede di rispettare alcuni parametri per i conti pubblici, diretti a garantire la stabilità e il valore della moneta stessa»«Aver trovato un accordo con la Commissione ha permesso a noi tutti di non esporci a un'instabilità finanziaria, sempre imprevedibile».

A maggio le «prime vere elezioni politiche per l'Europa»

Le consultazioni del prossimo maggio per il rinnovo del Parlamento europeo «saranno le prime vere elezioni politiche per l'Europa» e la posta in gioco sarà «tra un rilancio dell'integrazione europea e un ritorno a logiche di sovranità nazionale»«Noi elettori sappiamo che si voterà per condizionare le opzioni di fondo e le politiche comuni europee dei prossimi cinque anni», ha detto il ministro , sottolineando come, «dopo decenni di un'Europa che andava avanti per spinta inerziale», la crisi economica e le grandi migrazioni abbiano scosso le opinioni pubbliche dei vari Stati Ue, per cui «le persone, ai seggi, penseranno che possono effettivamente influire, ed è vero».

L'UE ha davvero bisogno di un tagliando

«Semplificando molto - ha aggiunto - si potrebbe affermare che la scelta sia fra un rilancio, magari su basi diverse, dell'integrazione europea e un ritorno a logiche di sovranità nazionale. Ma lo scenario è molto più variegato, sebbene agli estremi si confrontino queste due posizioni. Comunque la si pensi - ha concluso - l'Unione Europea ha davvero bisogno di un tagliando».