MotoGP

Valentino Rossi fa le carte alla seconda metà del Mondiale

Le previsioni del Dottore sulla seconda parte di questo campionato 2017 così incerto: «Non c'è un favorito, siamo tutti sullo stesso livello. La cosa importante è che ci sia anch'io e che abbia vinto una gara. Ma in testa c'è Marquez perché è riuscito a limitare i danni meglio di noi»

Valentino Rossi
Valentino Rossi (Michelin)

ROMA – Metà del Mondiale 2017 di MotoGP è andata, e davanti a tutti troviamo sempre il solito campione del mondo in carica, Marc Marquez. Il motivo lo spiega Valentino Rossi: in un campionato incerto, in cui tutti i principali protagonisti sono andati incontro a notevoli alti e bassi, lo spagnolo della Honda è riuscito ad essere più costante. Anche lui è caduto due volte (Argentina e Le Mans), certo, ma quando è arrivato al traguardo non è mai sceso al di sotto della sesta posizione, ed è salito sei volte sul podio contro le quattro a testa di Maverick Vinales e dello stesso Dottore. Magic Marc, insomma, riesce a portare a casa il risultato anche quando le cose non girano per il verso giusto: un punto di forza che perfino il suo più acerrimo rivale è pronto a riconoscergli. «Marquez è in testa perché quando si è ritrovato più nei guai ha perso meno punti rispetto a quelli che abbiamo perso noi nei nostri momenti più difficili – ammette il fenomeno di Tavullia – Perciò si è dimostrato molto forte: ha vinto quando doveva, ma quando ha fatto fatica ha anche limitato i danni molto bene. Per questo ora comanda il campionato».

Nessun favorito
Resta comunque il fatto che, al giro di boa della stagione, i primi quattro piloti della classifica sono pur sempre tutti racchiusi in dieci punti, per non parlare di Dani Pedrosa che, pure lui, è staccato appena di 26 lunghezze: «Penso che, al momento, tutti noi che siamo in lotta per il campionato del mondo siamo sullo stesso livello – prosegue il nove volte iridato – Non c'è un favorito. E non escluderei nemmeno Pedrosa, che non è molto staccato. Per molti anni, fino al Gran Premio di Barcellona 2016, ci sono stati solo quattro piloti in grado di vincere. Poi hanno iniziato a vincere tutti. Non penso che sia meglio o peggio: la cosa importante è che in corsa per il titolo ci sia anch'io e che io abbia vinto una gara».

Risultati incerti
Impossibile fare pronostici, dunque, per la seconda parte dell'annata. E anche se alcune delle piste che ospiteranno i prossimi Gran Premi, sulla carta, si possono ritenere favorevoli a Valentino, è lui il primo a tenere i piedi per terra e ad avvisare i suoi tifosi che nessun risultato può essere dato per scontato: «Nessuno può prevedere cosa succederà nelle prossime gare del calendario – conferma il numero 46 – Non credo di poter dire che si sono corse che posso sicuramente vincere. Vorrei andar forte a Misano, e cercherò di fare la stessa cosa anche nella tripletta asiatica, anche lì posso essere molto veloce. Ma per ora la cosa importante è presentarsi a Brno ed essere competitivo».

Il Dottore accucciato a fianco della sua Yamaha prima di scendere in pista
Il Dottore accucciato a fianco della sua Yamaha prima di scendere in pista (Michelin)