19 ottobre 2019
Aggiornato 14:00

La manifestazione di chi dice «no» a Salvini in piazza a Milano

A poche centinaia di metri dall'incontro tra il ministro dell'Interno e il premier ungherese Orban, il centrosinistra ha organizzato una contestazione

MILANO – A poche centinaia di metri dalla Prefettura dove il ministro dell'Interno Matteo Salvini incontra il premier ungherese Viktor Orban, piazza San Babila si è riempita di persone scese in strada, su invito di Giuseppe Civati, e poi del Pd milanese, di sindacati e associazioni, per dire no alle politiche di Salvini e a un'idea di Europa come fortezza. La piazza è affollata e sventolano bandiere di molti partiti della sinistra, di sindacati e di associazioni come le Acli, ma anche I sentinelli di Milano e vari altri gruppi della galassia del volontariato. Un evento nato quasi per caso con un tam tam in Rete, ma che è poi diventato una manifestazione affollata.

La convocazione di Civati
Tra la gente Giuseppe Civati, uno dei promotori della manifestazione. «C'è stato il caso della nave Diciotti – ha detto – che ha innescato una reazione e una mobilitazione delle persone. Io mi sono permesso di chiamare tutti a raccolta, al di là di bandiere, colori, liste elettorali, per rappresentare un'Italia che non sta con Salvini, per usare un noto hashtag e rappresentare l'esigenza che l'Europa non vada incontro al disastro e alla distruzione, a tutte le cose sgrammaticate e violente che stiamo vedendo in questi giorni».

Le voci critiche del Pd
Da giorni impegnato nella mobilitazione anche Pierfrancesco Majorino, assessore alla Politiche Sociali del Comune di Milano. «Io credo che oggi sia importante dire no con molta nettezza e radicalità – ha spiegato – a questo progetto politico folle di Salvini e Orban di rompere l'Europa, di fare uscire nei fatti l'Italia dall'Europa utilizzando la sofferenza degli immigrati. L'importante è dire questo con molta nettezza, poi è evidente che da qua riparte l'opposizione e va costruita radicalmente un'alternativa in tempo molto veloce». Tra la folla anche il deputato del Pd Emanuele Fiano, eletto proprio a Milano. «Bisogna resistere all'idea di un'Europa dell'odio – ha detto, lui figlio di un deportato ad Auschwitz – e del filo spinato che è quella che hanno in mente Orban e Salvini. L'incontro di oggi è il massimo della contraddizione possibile, perché Salvini e Orban sono amici nel non aiutarsi. Quando Salvini ha chiesto a nome dell'Italia, e noi siamo d'accordo, che ci sia una solidarietà, una ridistribuzione di coloro che vengono da guerre, persecuzioni, fame a chiedere aiuto al continente più ricco ha ricevuto risposte negative da molti, ma il primo che dice no alla solidarietà europea è Orban».