22 maggio 2019
Aggiornato 05:00
Governo Gentiloni

Gentiloni a Davos: «C'è consapevolezza che l'Italia è in ripresa»

Il premier ha ammonito: «Non bastano i numeri positivi della crescita se nel frattempo chi è in difficoltà vede moltiplicarle. Questo produce instabilità»

ROMA- «Innanzitutto è importante che ci sia consapevolezza qui, dove sono riuniti molti leader di governo ma anche delle imprese: non bastano i numeri positivi della crescita se nel frattempo chi è in difficoltà vede moltiplicarsi le proprie difficoltà. Questo potrebbe produrre instabilità». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, parlando ai microfoni di Rainews24 a margine del World economic Forum di Davos. A giudizio del capo del Governo «bisogna preoccuparsi innanzitutto del lavoro, della qualità del lavoro. Qui ci sono i grandi imprenditori dell'innovazione, delle tecnologie. Dobbiamo garantirci che ogni volta che si introduce una innovazione tecnologica non vengano distrutti posti di lavoro, precarizzati posti di lavoro. Deve essere una ossessione di chi governa», ha ammonito Gentiloni, spiegando che «altrimenti alla lunga i numeri della crescita non saranno sufficienti».

Il protezionismo danneggia l'economia
Il protezionismo danneggia l'economia, ha affermato Gentiloni. «Io penso - ha spiegato - che una parte dei numeri positivo dell'economia globale che qui stiamo registrando deriva dai principi del libero commercio, del libero scambio, dalle forme di unione che abbiamo noi in Europa. Bisogna fare molta attenzione che non ci sia una rincorsa di posizioni protezionistiche e contrarie al libero commercio, perché alla lunga creerebbero enormi problemi economici per tutti». Anche se «è legittimo che ogni paese dica 'il mio paese prima'», per il capo del Governo «la difesa di alcuni settori di mercato è doverosa in un mondo competitivo e certamente anche noi in Italia lo facciamo. Ma è molto diverso difendere alcuni settori che possono essere minacciati dalla competizione sleale dal mettere in discussione la crescita che è basata sui trattati internazionali, sul libero scambio.Facciamo solo del male alla nostra economia, anche animati dalla volontà di proteggerla», ha concluso Gentiloni.