17 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
La crisi del debito sovrano in Europa

Merkel: Le risorse attuali sono sufficienti per difendere l'Europa

E' quanto ha dichiarato oggi il Cancelliere tedesco Angela Merkel, parlando al Forum di Davos. Nessun commento sulla possibile coesistenza dei fondi salva stati. Monti: Germania meno inflessibile anche grazie a noi. Schwab «sconfessa» il capitalismo: non funziona più

DAVOS - Le risorse oggi a disposizione dell'Europa per far fronte alla crisi sono sufficienti. E' quanto ha dichiarato oggi il Cancelliere tedesco Angela Merkel, parlando al Forum di Davos del «firewall» (sistema di difesa finanziario) che l'Europa sta cercando di adottare e rafforzare per arginare la crisi.
L'attuale Fondo di stabilità europeo (Efsf) dispone di 250 miliardi di euro e il suo successore, il Meccanismo Europeo di Stabilità (Esm), in funzione dal prossimo luglio, avrà una capacità di finanziamento pari a 500 miliardi di euro. «C'è chi dice che non è sufficiente, alcuni dicono che bisogna raddoppiarlo, altri triplicarlo, perchè solo allora si avrà la prova della vostra solidarietà - ha detto oggi Merkel - ma mi chiedo se sia ancora credibile».
Il cancelliere non ha tuttavia commentato l'ipotesi di una coesistenza dei due fondi, almeno fino al luglio del 2013, quando l'Efsf cesserà di esistere, che consentirebbe all'Europa di avere 750 miliardi di euro a disposizione. Ieri, il Financial Times ha riferito di un'apertura di Berlino su tale prospettiva, poi smentita dal governo tedesco, secondo cui la capacità finanziaria dei meccanismi di salvataggio sarà all'ordine del giorno del vertice europeo in programma a marzo.

La Germania non prende impegni che non può mantenere - La Germania ha già dimostrato la sua determinazione nel giocare un ruolo chiave nel combattere la crisi dell'eurozona «ma non può promettere cose che non può mantenere». Lo ha detto il cancelliere Angela Merkel nel suo discorso d'apertura al Forum economico mondiale a Davos, in Svizzera.

Servono riforme per competitività e occupazione - Le misure di austerità devono essere accompagnate da riforme strutturali per sostenere competitività e occupazione.
«Dobbiamo essere pronti a trasferire più competenze all'Europa - ha detto Merkel, citata dal Guardian - dobbiamo rafforzare l'integrazione per favorire competitività e creazione di posti di lavoro».

Schwab «sconfessa» il capitalismo: non funziona più - Il sistema capitalistico non si adatta più alla nostra società, parola di Klaus Schwab. In un'intervista al Financial Times Deutschland nel giorno dell'avvio del World Economic Forum, il patron di Davos mette in dubbio l'attualità della ricetta capitalistica: «Viviamo ormai in un mondo assolutamente interconnesso», spiega Schwab, in cui non si può più parlare di «elite» nel senso tradizionale del termine.
«Le vecchie strutture di forza non funzionano più - spiega Schwab - perché ormai i centri di potere si sono spostati su livelli differenti, ci sono un'infinità di nuovi attori, un'economia globale interconnessa, più trasparenza e maggiori possibilità di espressione delle proprie opinioni e della propria influenza».
Poi il fondatore di Davos riconosce: «I politici, ma in definitiva tutti noi, abbiamo rinunciato a porre dei paletti agli eccessi della finanza. E non siamo stati in grado di introdurre quelle regole necessarie ad evitare una perversione generale del sistema. Si può ben dire - continua Schwab - che il sistema capitalistico, nella sua formulazione attuale, non si adatta più al nostro mondo».

Monti: Germania meno inflessibile anche grazie a noi - Ora che l'Italia non è più vista come una «mina» ma come parte della soluzione alla crisi dell'eurozona, sta dando il suo contributo perché Stati come la Germania siano meno «inflessibili» per quanto riguarda le risorse dei firewalls. Lo afferma il presidente del Consiglio, Mario Monti, durante il suo intervento in Senato.
«Noto una evoluzione positiva - spiega - presso gli Stati membri, come la Germania e altri paesi del genere. Consentitemi di osservare, con modestia personale e del governo, che nel favorire il cambiamento di atteggiamento che si manifesta» abbia contribuito «il fatto che lavorando tutti insieme Parlamento e governo, abbiamo intensificato un'opera che consente all'eurozona di vedere nell'Italia coloro che intellettualmente e politicamente possono favorire una soluzione della crisi anziché l'Italia come mina». Questo, a giudizio di Monti «sta favorendo una soluzione, che è lenta e graduale, ma che va verso una posizione meno inflessibile per quanto riguarda le risorse finanziarie dei firewalls».

Italia non chiede denaro ma diminuzione tassi - Quando l'Italia chiede un «riconoscimento» degli sforzi di risanamento che sta compiendo, non chiede soldi ma una «ragionevole diminuzione dei tassi di interesse».
«Il governo italiano chiede pesanti sacrifici agli italiani sia per il loro futuro ma anche in adesione alla politica collettiva europea» e «in parallelo» - ha spiegato - «chiediamo qualche segno di riconoscimento e incoraggiamento affinché si possa proseguire con speranza». «Quando diciamo che certi Stati membri, come la Germania, hanno un particolare ruolo in questa evoluzione, non stiamo chiedendo denaro alla Germania o ad altri, ma che la governance - ha osservato Monti - evolva in modo che i Paesi che fanno progressi sul risanamento possano vedere riflessa una ragionevole diminuzione dei tassi di interesse».

Draghi: Avanti con le riforme o rischi deriva pericolosa - «L'Italia deve andare avanti con la forte accelerazione delle riforme compiute negli ultimi mesi». Lo ha sottolineato il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, nel messaggio inviato al Premio Leonardo di cui è stato insignito oggi al Quirinale.
Draghi ha sottolineato come «la determinazione nel portarle a pieno compimento è ora decisiva per uscire dalla stagnazione e per sventare i rischi di una deriva pericolosa».