17 novembre 2019
Aggiornato 21:30

Renzi: «Abbiamo posto il veto a Bruxelles»

Il premier all'Università di Catania: «Pensiamo che non siamo quelli che lasciano semplicemente una parte del continente, del popolo siciliano, a farsi carico dell'immigrazione, di salvare migliaia di vite, e farsi carico della complessità della vicenda»

CATANIA – Il premier Matteo Renzi è passato dagli annunci ai fatti dicendo, alla cerimonia di inaugurazione della Torre Biologica Ferdinando Latteri dell'Università di Catania, di aver posto il primo veto al bilancio dell'Unione europea: «Abbiamo posto il veto col sottosegretario Gozzi a Bruxelles, perché pensiamo che non siamo quelli che lasciano semplicemente una parte del continente, del popolo siciliano, a farsi carico dell'immigrazione, di salvare migliaia di vite, e farsi carico della complessità della vicenda».

«Voglio un Ue un pochino più biotech, e un pochino meno di 0,»
Renzi ha proseguito sostenendo che «riempiamo di soldi i Paesi europei che non accettano non soltanto un accordo che loro hanno firmato, ma con i nostri soldi tirano su i muri». Pe ril segretario del Partito democratico il nostro Paese «è diventata l'alternativa a questa Europa», perché siamo per l'Europa, ma per l'Europa che mette al centro esattamente i valori, gli ideali, la passione, l'innovazione e la ricerca». Quindi il premier ha spiegato qual è la sua idea di Europa: «Un pochino più biotech e nano tecnologie, e un pochino meno di '0,?' e di regole burocratiche. Che quando si trova di fronte alla questione dell'immigrazione abbia uno sguardo carico della complessità del tempo che stiamo vivendo. E non sia superficiale ed egoista».

Italia finalmente stabile
Introducendo il tema delle politiche comunitarie il presidente del Consiglio ha colto l'occasione per vantarsi della «nuova stabilità» dell'Italia, che «ha smesso di essere un problema per l'Europa» e tutto questo grazie a lui: «Venerdì faremo i mille giorni di governo. Probabilmente in pochi ci scommettevano in un orizzonte così ampio». Parlando della nostra economia, l'inquilino di palazzo Chigi ha spiegato che i «dati del Pil non sono ancora soddisfacenti, ma per la prima volta questo trimestre abbiamo fatto meglio di Francia e Germania».

Non possiamo adorare solo le ceneri del passato
Intanto Renzi non ha perso l'occasione per «promuovere» le riforme, invitando «nella memoria, nella fedeltà ai valori», ad individuare «strade e soluzioni nuove e inedite» perché è «l'unico modo che l'Italia ha per essere fedele a se stessa e alla sua tradizione». Il premier ha continuato il suo ragionamento: «Non possiamo adorare solo le ceneri del passato, ma dobbiamo ravvivare il fuoco che ci ha fatto grandi».