30 novembre 2021
Aggiornato 19:00
La crisi del Covid

Scuola, si lavora per rientro in presenza a settembre. Nodo vaccini a docenti e studenti

Il governo vuole evitare la Dad e il piano è puntare innanzitutto sulle somministrazioni agli insegnanti. Figliuolo ha indicato alle Regioni di predisporre corsie preferenziali per i professori non vaccinati

Scuola, si lavora per rientro in presenza a settembre. Nodo vaccini a docenti e studenti
Scuola, si lavora per rientro in presenza a settembre. Nodo vaccini a docenti e studenti ANSA

Meno di 2 mesi all'inizio del nuovo anno scolastico (in Alto Adige, la prima a partire, la campanella suonerà lunedì 6 settembre; chiudono Puglia e Calabria il 20), sessanta giorni per ripartire negli istituti tutti «in presenza senza se e senza ma», come ha auspicato, più che previsto, il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi. Un obiettivo che, al netto dell'evoluzione epiedemiologica della pandemia in Italia e dell'effetto delle nuove varianti - «non c'è assolutamente il rischio di una quarta ondata a settembre», ha comunque rassicurato oggi il coordinatore del Cts Franco Locatelli; «oggi superiamo le 55 milioni di dosi», ha ricordato il ministro della Salute Roberto Speranza - è raggiungibile solo con uno scatto deciso sulle vaccinazioni, soprattutto del personale scolastico (docente e non), ma anche degli studenti.

Ed è per questo che il Commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, come aveva annunciato ieri, oggi ha scritto a Regioni e alle Province autonome chiedendo di «attuare in maniera ancor più proattiva il metodo di raggiungimento attivo del personale» di scuole e università «che non ha ancora aderito alla campagna vaccinale, coinvolgendo anche i Medici Competenti per sensibilizzare la comunità scolastica in maniera ancor più capillare». Per Figliuolo in queste settimane bisogna «incentivare le vaccinazione della categoria, considerandola prioritaria e riservandole corsie preferenziali anche presso gli hub vaccinali».

Sull'andamento delle vaccinazioni del personale scolastico e universitario le Regioni si ritrovano infatti in una sorta di babele, una situazione a macchia di leopardo tra chi è più avanti e chi invece è molto lontano dagli obiettivi. La percentuale di personale scolastico attualmente raggiunta da una prima somministrazione è dell'85% su media nazionale, con un incremento minimo nelle ultime 2 settimane (+0,5% rispetto al 23 giugno). Ci sono diverse Regioni, ha fatto sapere lo staff di Figliuolo, che rimangono ben al di sotto dell'80% di prime somministrazioni. «8-9 Regioni - aveva spiegato ieri il commissario - in cui bisogna fare di più», tra cui Liguria, Sicilia, Calabria, Sardegna, Trento, Bolzano e Umbria. Sono circa 215mila tra insegnanti (su oltre 800mila) e operatori scolastici da «convincere» presto, per arrivare almeno a 180-190mila nuove vaccinazioni entro settembre.

E c'è poi il capitolo studenti, i ragazzi sopra i 12 anni (sono quasi 4 milioni, fonte Istat, i 12-18enni residenti in Italia) che si spera di portare al vaccino. «Secondo gli scienziati, una mancata vaccinazione degli studenti comporta un alto rischio di amplificazione dell'infezione: cosa fa il Ministero della Salute per vaccinare i ragazzi?», si è chiesto Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera. Qui l'argomento è più sensibile, perchè coinvolge la volontà dei genitori, che vanno in qualche modo convinti. «Di fronte a studenti vaccinati, non solo la scuola in presenza, ma credo che si possa anche valutare l'ipotesi di non tenere più la mascherina durante le lezioni in classe con il distanziamento», ha proposto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

Mentre il Lazio annuncia la partenza delle prenotazioni per la fascia d'età 12-16 anni (nati 2009-2005) con il Pfizer (dalla terza settimana di luglio), si attende (non a breve) un parere del Comitato tecnico scientifico, che come richiesto dal ministro Bianchi dovrà rivalutare le misure per il rientro in classe ("si riparta come nel 2020», aveva suggerito il Cts a fine giugno) alla luce della percentuale dei nuovi vaccinati che, da Figliuolo in giù, tutti sperano che entro sessanta giorni possa decisamente salire, per scongiurare un nuovo anno scolastico con l'ombra della Dad.

(con fonte Askanews)