14 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Crisi Carige

Carige, il Sindacato Uilca al Governo: «Fare in fretta, non criminalizzare i lavoratori»

Lo ha dichiarato in una nota il segretario generale della Uilca, Massimo Masi: «Gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle soprattutto sulle pressioni commerciali verso i dipendenti bancari non sono una soluzione»

Il logo di Banca Carige
Il logo di Banca Carige ANSA

GENOVA - «Stiamo assistendo in questi giorni ad uno strano balletto di proposte da inserire nel decreto 'salva Carige' che esulano dai problemi della banca ligure. Abbiamo detto, più volte, che concordiamo con l'iniziativa del governo Conte di mettere in sicurezza Carige, ma non vorremmo che qualche forza politica pur di distinguersi dai precedenti decreti di salvataggio (Veneto Banca e Popolare Vicenza, Etruria, Marche, Cariferrara e Chieti) voglia inserire norme che, pur se di grande importanza, nella fretta possano fare più danni che benefici». Lo ha dichiarato in una nota il segretario generale della Uilca, Massimo Masi.

«Gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle soprattutto sulle pressioni commerciali verso i dipendenti bancari non sono una soluzione. Su questa materia avremmo preferito essere ascoltati dalla Commissione Parlamentare preposta, visto che sono anni che ci battiamo su questi temi. Avremmo dato pareri e fatto proposte interessanti e, soprattutto, esaustive della problematica. Purtroppo ciò non è stato e ci lamentiamo per la mancanza di sensibilità politica e istituzionale», ha affermato Masi.

«Noi, assieme alle altre organizzazioni sindacali - ha ricordato il segretario della Uilca - abbiamo firmato un Protocollo sulle vendite responsabili con Abi il giorno 8 febbraio 2017. Accordo che è stato tradotto in moltissime lingue in quanto è l'unico accordo firmato nel settore a livello sindacale bancario mondiale».

Secondo la Uilca, se approvata, la norma «lascerebbe mano libera ai promotori finanziari che non devono rispondere a niente e a nessuno, lasciando, invece, intendere che tutta la colpa sarebbe dei lavoratori bancari. Ecco perché come Uilca riteniamo indispensabile che tutta la materia delle pressioni commerciali sia dibattuta all'interno del sistema, creando quelle norme di professionalità, conoscenza dei prodotti venduti, responsabilità, formazione che da tempo richiediamo alle controparti. Tutto ciò a partire anche dal rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro del Credito».

«Da qualche giorno, la Commissione Nazionale scaturita dall'accordo dell'8 febbraio si è rimessa al lavoro. Meglio tardi che mai. Auspico che in pochi mesi possano scaturire proposte di controlli, segnalazioni e interventi sugli abusi delle pressioni commerciali. Se ciò non fosse, assieme alle altre Organizzazioni sindacali, potremmo organizzare iniziative pubbliche e proposte di legge che devono partire però dalle nostre valutazioni», ha aggiunto Masi.

«In merito alle altre proposte presentate dal Movimento 5 Stelle - ha concluso Masi - ci dichiariamo fin da ora disponibili ad un confronto, ricordando che la Uilca è stata l'unica Organizzazione sindacale che ha richiesto di essere ammessa come parte civile nei processi contro i banchieri che hanno causato i disastri nelle banche da loro amministrate. Purtroppo queste nostre richieste non sono state accettate dalle Procure di Arezzo e Treviso».