24 febbraio 2019
Aggiornato 06:30
Crisi Banca Carige

Carige, Tria: «Eventuale ricapitalizzazione non è nazionalizzazione»

E' quanto ha precisato il ministro dell'Economia Giovanni Tria parlando davanti alle commissioni finanze di Camera e Senato sulla conversione del Dl per banca Carige

Il Ministro delle Finanze, Giovanni Tria
Il Ministro delle Finanze, Giovanni Tria ANSA

ROMA - Una eventuale ricapitalizzazione precauzionale di Banca Carige con risorse pubbliche sarebbe «una misura temporanea e l'accostamento alla nazionalizzazione sarebbe improprio». E' quanto ha precisato il ministro dell'Economia Giovanni Tria parlando davanti alle commissioni finanze di Camera e Senato sulla conversione del Dl per banca Carige.

Misura temporanea

Il ministro dell'Economia ha sottolineato che una eventuale ricapitalizzazione precauzionale è comunque «una misura temporanea». Un intervento dello Stato nel capitale dovrebbe essere condizionato a una trattativa con le istituzioni europee per definire la portata dell'eventuale operazione e la durata della presenza dello Stato come azionista dell'istituto.

Un intervento dello Stato nel capitale di banca Carige inoltre farebbe scattare il burden sharing, vale a dire la partecipazione di azionisti e possessori di bond subordinati con la conversione di quest'ultimi in capitale.

Agevolare ricerca partner privato

Tria ha indicato che il governo ha varato il decreto per prestare un sostegno a Banca Carige nel rispetto delle norme europee sugli aiuti di Stato e comunque l'esecutivo «attende il nuovo piano industriale entro febbraio ed auspica che si agevoli la ricerca di un partner per l'aggregazione». Anche sulla garanzia pubblica su emissione di bond da parte di Carige e su eventuali finanziamenti erogati dalla Banca d'Italia, Tria ha precisato che «la garanzia non è una forma di ricapitalizzazione».