23 marzo 2019
Aggiornato 16:30
Centrosinistra | Primarie PD

Renzi al PD: «Cerchiamo di parlare dell'Italia»

L'ex segretario del Pd ha parlato in questi termini della competizione apertasi in vista delle primarie nel suo partito: «Il congresso dem? Vinca il migliore»

L'ex Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi
L'ex Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Se dicessi per chi voto, entrerei a piedi uniti nel congresso. Non lo farò. Vinca il migliore». L'ex segretario del Pd ha parlato in questi termini della competizione apertasi in vista delle primarie nel suo partito. Intervistato dal Quotidiano nazionale, ha risposto «perché basta così» alla domanda sul perché lui non si sia ricandidato. «Tutto - ha spiegato - ha un inizio e una fine. Le due volte che mi candidai e vinsi il giorno dopo iniziò il fuoco amico. Non farò il candidato e nemmeno una corrente. No, liberi tutti, ho detto. Non è un problema di uscire dal partito: si tratta di uscire dal chiacchiericcio quotidiano. Lascio la totale libertà perché questo congresso non sia incentrato su di me ma sulle questioni politiche».

Cerchiamo di parlare dell'Italia
Quanto al suo progetto di creare un altro partito, Renzi lo ha escluso dall'attualità. «Questo tema - ha detto - non è all'ordine del giorno. Finiamola: se mi candido dicono che voglio comandare, se non lo faccio allora voglio fare il mio partito. Mamma mia, smettiamo di vivere ossessionati da me e cerchiamo di parlare dell'Italia».

Rosato: Il prossimo segretario sia rispettato da tutti
«Il Congresso deve essere una ripartenza per il Pd. La batosta del 4 marzo ci ha scosso abbastanza. Dopo mesi di incertezza è necessario dare una guida al partito e senso alle battaglie parlamentari». Lo ha detto Ettore Rosato, vice Presidente della Camera, in un'intervista al quotidiano on line del Pd «Democratica».

Costruire alternativa a populisti e destra
«Della sconfitta - ha continuato - ne abbiamo parlato molte volte, spesso trascurando che c'è stato un tracollo della sinistra in tutto il mondo e cercando invece solo capri, anzi un capro espiatorio in casa nostra. Ora serve un congresso che costruisca l'alternativa a populisti e destra. Servono alternative serie alle scelte demagogiche su problemi serissimi come lavoro, immigrazione, povertà, sicurezza. Dal confronto uscirà un segretario e questa volta dovrà essere rispettato dal resto del partito. Ha ragione Renzi quando condanna gli attacchi che gli arrivavano dal giorno dopo della sua elezione. Renzi giustamente si è tirato fuori dal confronto. Sarebbe stato, e il rischio comunque non è scongiurato, un congresso tutto su di lui. Noi, dopo la rinuncia di Marco Minniti, che è stato un ottimo ministro ed era il candidato migliore da mettere in campo, nella grande maggioranza abbiamo fatto la scelta di sostenere Maurizio Martina. È competente e preparato, è stato ministro con Renzi, suo vice al partito, ora ha il compito di dare continuità alla proposta riformista che ha caratterizzato i nostri governi».

In tanti la pensano come Renzi
«Renzi non si è ritirato a vita privata, quando descrive alcuni difetti del nostro partito e sprona a correggerli dice cose che in tanti pensiamo. Io credo che abbiamo ancora molto bisogno della sua passione e della sua intelligenza. Sono certo che Martina in queste settimane di congresso e poi, mi auguro, da segretario, sia il primo ad approfittarne», ha concluso.