26 giugno 2019
Aggiornato 10:00
Primarie PD

Martina: «Dobbiamo partire dalla questione sociale»

Il candidato alla segreteria PD in un'intervista a La Stampa: «Dobbiamo guardare in faccia la questione salariale, che è cruciale, di tanti lavoratori troppo spesso sottopagati»

Maurizio Martina
Maurizio Martina ( ANSA )

ROMA - «Dobbiamo partire dalla questione sociale, dalla lotta alle disuguaglianze e dobbiamo dialogare con i ceti produttivi preoccupati dalle misure su economia, infrastrutture e sviluppo. E da un'idea di blocco del paese e degli investimenti come la Tav che fa male all'Italia». Così il candidato alla segreteria del Partito democratico, Maurizio Martina, in una intervista a La Stampa.

«Anche in Italia - prosegue Martina - dobbiamo guardare in faccia la questione salariale, che è cruciale, di tanti lavoratori troppo spesso sottopagati. È un tema decisivo che il Pd deve saper affrontare, lanciando anche la sfida della partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa e del salario minimo legale per chi non è coperto da contratto nazionale. Questi i nostri temi che fanno la differenza con questa maggioranza».

Sulle pensioni Martina propone di «fermare questo cortocircuito che produce quota cento, stabilizzando l'anticipo pensionistico sociale, allargare la platea dei lavori gravosi, fare la nona salvaguardia per gli esodati. E cominciare a sperimentare l'assegno pensionistico per i giovani con carriere contributive discontinue. Un assegno base per dare una garanzia a chi non ha continuità contributiva con uno strumento universale. Gli stessi miliardi che hanno messo su quota 100 possono essere spesi meglio e meno».

«Propongo che la prossima Assemblea nazionale Pd lanci un percorso costituente che coinvolga dopo le europee tante energie del campo riformista e democratico che sta fuori da noi. Penso alle piazze che hanno coinvolto tanti cittadini, dando un messaggio di grande disponibilità a costruire un nuovo progetto, senza ansia di definirne la forma. Possiamo passare dal Pd ai 'Democratici italiani', ma gli strumenti sono conseguenti all'obiettivo». «Io mi candido a fare solo il segretario e in questi mesi ho lavorato solo per l'unità del Pd. La nostra proposta guarda più al futuro, non si rivolge al passato. Bisogna rompere vecchi schemi oltre le correnti e le aree viste fino a qui. Noi non bastiamo, ma siamo fondamentali per l'alternativa a questa destra». In questo senso «poi serve un governo ombra per l'alternativa a questa maggioranza che impegni anche esponenti della società civile».

Riguardo le battute su «Piddì-Piddò» dell'ex segretario Matteo Renzi quando parla del prossimo congresso del partito Martina ha sostenuto che «io offro rispetto e chiedo rispetto per questa comunità di iscritti, militanti, elettori. Cittadini appassionati che credono nella buona politica. Le sorti del Pd sono decisive per il paese. Quindi basta polemiche, basta battute con toni e argomenti irridenti». Martina si è poi nuovamente augurato che Renzi non stia costruendo una nuova formazione politica perché «penso che qualsiasi divisione del fronte di centrosinistra sia un regalo alla destra».