14 dicembre 2019
Aggiornato 19:30

La «speranza Macron» per evitare l'infrazione UE

Il monito del presidente Mattarella, le richieste dell'Ue, la speranza francese e la replica di Salvini

Il premier Giuseppe Conte con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker
Il premier Giuseppe Conte con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ANSA

ROMA - Evitare la procedura di infrazione da parte della Ue nei confronti del nostro Paese, perché questa rappresenterebbe un «problema pesante per la nostra economia». È questa la sollecitazione che è arrivata dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della consueta colazione di lavoro avuta oggi al Quirinale del presidente della Repubblica con il governo in vista del Consiglio Ue. Nel corso dell’incontro, al quale erano presenti oltre a Conte i ministri Di Maio, Tria, Savona, Trenta, Moavero e il sottosegretario Giorgetti, si è parlato fra l’altro della trattativa con la commissione Ue sui contenuti e sui saldi della manovra del governo giallo-verde. Mattarella ha auspicato che si possa trovare un accordo, perché la procedura di infrazione rischierebbe di creare problemi pesanti all’economia del nostro Paese.

Cosa chiede l'UE - Ma si prospetta in salita la strada del governo per evitare l'avvio da parte di Bruxelles della procedura di infrazione per deficit eccessivo a causa del debito nei confronti dell'Italia. La distanza tra la posizione del governo di Roma che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha illustrato oggi a Jean Claude Juncker, e quella della Commissione europea, è ancora troppio ampia. Per rispettare le regole e consentire una adeguata correzione del deficit in rapporto al Pil e migliorare anche il saldo strutturale, la Commissione chiede di mettere sul tavolo circa 10 miliardi di euro (lo 0,5-0,6% del pil). Il disavanzo per il 2019 dovrebbe quindi scendere all'1,8-1,9% del Pil dal 2,4% previsto nel Documento Programmatico di Bilancio. In sostanza, il livello a cui era disposto ad arrivare il Ministro dell'economia e delle finanze, Giovanni Tria, nel Consiglio dei Ministri 'del balcone' del 27 settembre scorso.

Quale futuro per Rdc e pensioni? - Il premier Conte si presenta invece a Bruxelles con una proposta diversa, tra 3,7 e 5,5 miliardi, che consentirebbe al deficit di scendere al 2,1-2,2% del Pil. D'altra parte il governo giallo-verde è già consapevole di non poter far partire il reddito di cittadinanza e quota 100 per il pensionamento anticipato nei primissimi mesi del nuovo anno e i relativi risparmi potranno essere conteggiati a beneficio del deficit. Il dialogo continua, come viene spiegato dal governo italiano e dal presidente della Commissione Ue, dal vice presidente Valdis Dombrovskis e dal commissario Pierre Moscovici, ma è probabile che anche la giornata di domani si concluda con un nulla di fatto.

Speranza Macron? - A questo punto l'Italia potrebbe trovare conveniente cercare di dilazionare un po' i tempi per aspettare l'esito delle vicende francesi. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato interventi che aumenterebbero il rapporto deficit/Pil. Per il momento si tratta di annunci e non di decisioni assunte e trasferite in un nuovo Draft Budgetary Plan. Ma certo, se a 'sforare' sono due grandi Paesi fondatori dell'Unione, la Commissione - è la speranza del governo italiano - potrebbe essere indotta ad assumere un atteggiamento diverso, anche considerando le spinte politiche che sono alla base delle politiche espansive adottate dall'Italia e annunciate dalla Francia.

Salvini: «Stufo di due pesi e due misure» - E proprio sulla Francia Matteo Salvini ha qualcosa da dire: «Mi sono confrontato lungamente con i colleghi di governo che siedono al tavolo della trattativa e sono fiducioso che a Bruxelles prevalga il buon senso». ha detto il vicepremier nel corso della conferenza stampa a Gerusalemme. «Inizio a essere stufo - ha poi aggiunto - di due pesi e due misure e non si capisce perché si può sfondare da parte della Francia e per l'Italia si usa la lente di ingrandimento sullo zero, zero, zero. La nostra proposta è chiusa e a Bruxelles applichino lo stesso nostro buon senso. Se mi accorgessi che c'è un pregiudizio verso l'Italia e gli italiani allora - ha concluso Salvini - la musica cambierebbe».