18 dicembre 2018
Aggiornato 23:00

Pd allo sbando, Renzi: non sarò burattinaio delle correnti. E attacca il «ministro Sciacallo» e il «ministro Prestanome»

L'ex Segretario del Partito Democratico: «Chi vince congresso avrà mio rispetto, quello che non ho avuto io»

L'ex segretario Pd Matteo Renzi
L'ex segretario Pd Matteo Renzi (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - "Chiedetemi tutto ma non di fare il piccolo burattinaio al congresso del Pd». Così scrive su Facebook l'ex segretario dem Matteo Renzi, commentando gli sviluppi recenti del dibattito interno al partito, che hanno portato fra le altre cose al ritiro della candidatura di Marco Minniti alla segreteria. «Oggi i media - ha esordito - parlano di nuovo delle divisioni del Pd. E naturalmente c'è sempre qualche fonte anonima che dà la colpa a Renzi. Strano». Dopo un lungo riassunto delle vicende degli ultimi mesi e del ruolo di parlamentare che ha svolto, Renzi rivendica: «Da mesi non mi preoccupo della 'Ditta Pd': mi preoccupo del Paese. Che è più importante anche del Pd». Renzi spiega che tutti i giorni ha fatta sentire la sua voce contro il «ministro Sciacallo», Salvini. E contro il «ministro Prestanome», Di Maio. «Non mi nascondo, io. Se devo fare una battaglia la faccio a viso aperto, io».

Non mi occupo della «ditta Pd», ma del Paese
Proprio per questo ha detto ai suoi che non farà mai il capo di una corrente. «Faccio una battaglia sulle idee, non per due poltrone interne. Per me le correnti sono la rovina del Pd. Le correnti potevano andar bene nei partiti del Novecento: nella Dc o nel Pci». Oggi secondo l'ex segretario dem le correnti non elaborano idee ma proteggono gruppi dirigenti. «E tutta la mia esperienza, fin dai tempi delle primarie da Sindaco, dimostra che io sono abituato a rischiare in prima persona, non a chiedere il permesso a qualcuno». «Chi vincerà - ha scritto ancora Renzi - avrà il mio rispetto. Quello stesso rispetto che non ho avuto quando - dopo aver vinto due volte col 70% - sono stato attaccato dal fuoco amico dal giorno dopo. Quello stesso rispetto che non ho avuto quando - vittima ancora oggi di una campagna social vergognosa - la mia famiglia è stata trascinata in un fiume di fango su cui pochissimi nel gruppo dirigente hanno avuto il coraggio di esporsi. Mentre esponenti dei servizi segreti tramavano contro di me per il tramite di mio padre, larga parte del gruppo dirigente discuteva del mio carattere. Eddai».

La battaglia contro i «cialtroni» della politica
Stasera, alle 18, da Palazzo Giustiniani ne parlerà in diretta Facebook. «Ma prima - ha aggiunto l'ex leader democratico - lasciatevi dire una cosa semplice, amici. Io non mollo di un centimetro la mia battaglia contro i cialtroni che stanno mandando l'Italia in recessione. Ma non chiedetemi di stare dietro alle divisioni del Pd perché non le capisco, non le condivido, non mi appartengono. Mi troverete sempre e per sempre dalla stessa parte: dalla parte di chi combatte per la politica e contro il populismo. Per la giustizia e contro il giustizialismo. Per la verità e contro le fake news».