18 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Renzi è sempre il solito: contro il popolo, in difesa dei ricchi (e di Macron)

La posizione del Partito democratico sui gilet gialli, che protestano contro il rincaro della benzina? «Sempre dalla parte dei padroni», ribadisce Fusaro

Matteo Renzi con Emmanuel Macron
Matteo Renzi con Emmanuel Macron (Ufficio stampa Pd | ANSA)

ROMA – La protesta dei gilet gialli mobilita tutta l'Europa. A Parigi, il movimento sta manifestando ormai da una settimana contro gli aumenti delle tasse sui carburanti e, più in generale, contro la politica economica del presidente Emmanuel Macron, che ha preferito destinare gli sgravi fiscali agli imprenditori e ai redditi elevati piuttosto che alle famiglie in difficoltà. Ma il malcontento contro il caro benzina si è rapidamente diffuso anche in Belgio, in Bulgaria, e infine nella Germania di Angela Merkel, dove gli attivisti si sono iniziati a ribellare anche contro le politiche di eccessiva accoglienza ai migranti.

Dalla parte sbagliata
Una ribellione che coinvolge i popoli di tutto il continente, insomma, stufi di una classe politica che viene percepita come sempre più lontana dai bisogni del popolo. Ma in Italia, dove i due partiti politici più contrari all'establishment hanno addirittura vinto le ultime elezioni, cosa sta succedendo? La sinistra, che per sua ragione sociale dovrebbe rappresentare le rivendicazioni del popolo, e che invece è finita travolta dai cosiddetti populisti, ha imparato la lezione? La risposta è no, e lo si capisce proprio dalle parole con cui Matteo Renzi ha stigmatizzato la sacrosanta protesta dei gilet gialli. «Sempre dalla parte dei padroni, sempre contro il popolo sofferente – analizza il filosofo Diego Fusaro sul sito Affari italiani – Da vent'anni a questa parte, non v'è battaglia, non v'è presa di posizione, non v'è scelta delle sinistre traditrici di Marx e Gramsci che non vada nella direzione opposta rispetto agli interessi delle classi dominate. Matteo Renzi, per parte sua, è un campione di questo modus operandi». Pur di difendere il suo amico (e modello politico) Macron, dunque, ancora una volta l'ex premier ed ex segretario del Partito democratico non ha esitato a sputare addosso alle classi più povere, e alle loro difficoltà economiche per il rincaro del carburante.

Retromarcia macroniana
In compenso, i gilet gialli, almeno nella loro nazione d'origine, sembrano avere centrato il loro obiettivo. Il governo francese sospende l'aumento delle tasse sul carburante per sei mesi: lo ha annunciato oggi il primo ministro di Parigi, Edouard Philippe, precisando che che le tariffe di gas ed elettricità non aumenteranno durante l'inverno. Il premier francese ha spiegato che nessuna tassa merita di mettere in pericolo l'unità della Nazione. «Si deve calmare la situazione per evitare che degeneri», ha spiegato Philippe. Con buona pace di Matteo Renzi.