16 gennaio 2019
Aggiornato 17:00
Manovra finanziaria

Conte parla con Juncker: «C'è un punto d'incontro». Cosa accadrà ora?

Prove di disgelo tra Italia e Unione europea al G20 di Buenos Aires. Ma c'è il caos emendamenti, con ulteriori slittamenti in commissione. Discussione sulle pensioni

Il premier Giuseppe Conte abbraccia il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker
Il premier Giuseppe Conte abbraccia il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker

ROMA – Dopo la doccia fredda sui dati sul Pil, tornato al segno meno dopo quasi quattro anni, sono iniziate le prove di disgelo fra Italia e Ue sulle modifiche alla manovra per tentare di schivare la tegola della procedura di infrazione. Il premier Giuseppe Conte dal G20 di Buenos Aires, al termine di un bilaterale con Jean-Claude Juncker, ha annunciato che con Bruxelles «c'è un punto di incontro» e che l'obiettivo resta quello di evitare il cartellino giallo sulla manovra dell'Italia. Bisogna adesso attendere il rientro a Roma del capo del governo e del ministro dell'Economia Tria per verificare se la trattativa oltreoceano si trasformerà in emendamenti concreti promossi da Bruxelles. Conte ha, tuttavia, già chiarito che nessun vertice di governo è previsto per domani.

Il nodo dei numeri
La partita si sposta, quindi, in parlamento, dove ogni giorno che passa i temi si fanno sempre più stretti fino ad arrivare quasi in zona di pericolo. Ogni anno, di questi tempi, la prima lettura della Finanziaria era già stata completata, mentre questa volta deve ancora iniziare l'esame in prima lettura. Si attende, infatti, la presentazione di un pacchetto di proposte da parte del governo che molto probabilmente non conterrà i temi caldi. Ma sono proprio i due pilastri, dal capitolo pensioni con quota 100 e taglio agli assegni d'oro e il reddito di cittadinanza a complicare ancora una volta la partita. Il tutto ruota, ovviamente, attorno alla necessità di ridurre il deficit-Pil del 2,4% finora considerato intoccabile. Sulle pensioni si starebbe consumando un nuovo braccio di ferro fra Lega e M5S. I pentastellati insistono per la presentazione subito del taglio alle pensioni d'oro, mentre la Lega vorrebbe che arrivasse contestualmente anche quota 100, su cui ci sarebbe un'intesa. Più complicata, invece, ancora una soluzione sul reddito di cittadinanza (entrata in vigore e ammontare). Anche se gli emendamenti sulle pensioni sono pronti, all'interno dell'esecutivo però non è stato stabilito se presentare un emendamento alla manovra o se intervenire in seconda battuta al Senato. Resta in piedi poi anche l'ipotesi del decreto legge ad hoc.

Provvedimenti per la famiglia
Fra le proposte al vaglio che dovrebbero arrivare nella notte ci sarebbero le misure a favore della famiglia. Dalla proroga del bonus asili nido al prolungamento del bonus per i 18enni, dai congedi parentali alle risorse per l'università. Ancora dubbi sulla presentazione della proposta sulla riduzione dell'Imu sui capannoni e il taglio dei premi Inail. Qualcosa, invece, dovrebbe arrivare sulla sanità, in particolare le risorse per il fondo per le liste d'attesa dovrebbero essere raddoppiate. Probabile inoltre, come anticipato dal presidente della commissione Claudio Borghi, che nel pacchetto di emendamenti del governo figurino ulteriori norme a favore delle aree colpite da eventi sismici.