16 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Il servizio del Tg1 sui Cinque stelle fa infuriare il Partito democratico

Il telegiornale della prima rete dà notizia del «restitution day» del Movimento in Abruzzo. Per i dem si tratta di «propaganda» a favore dei pentastellati

ROMA – Non è piaciuto al Partito democratico il servizio che il Tg1 ha dedicato al «restitution day» del Movimento 5 stelle in Abruzzo. Il telegiornale della prima rete ha testimoniato la restituzione di 700 mila euro di stipendi, tagliati ai cinque consiglieri regionali pentastellati, con i quali sono state finanziate ottanta imprese locali e donati uno spazzaneve alla protezione civile e quattro ambulanze alle Asl abruzzesi. E subito dal centrosinistra si grida alla propaganda al governo da parte del servizio pubblico: «Forse è il caso che i Cinque Stelle spieghino agli italiani che hanno deciso, nell'indifferenza generale, l'istituzione di un nuovo Minculpop, quello che in epoca fascista era il ministero della cultura popolare, che controllava ogni forma di propaganda e censura – afferma in una nota il parlamentare del Pd Camillo D'Alessandro – Guardando le scelte editoriali del nuovo Tg1 guidato da Giuseppe Carboni, c'è da rabbrividire. Ieri, per esempio, è stato dedicato un lungo servizio a quello che il M5s chiama 'restitution day', o qualcosa del genere, in Abruzzo. Un servizio a dire poco generoso nei confronti dei grillini, tanto che il vicepremier Di Maio l'ha postato sulla sua pagina Facebook e fatto girare in ogni dove. È curioso che solo qualche settimana fa, in Abruzzo, la maggioranza di centrosinistra con il consenso di tutte le forze politiche a guida Pd ha tagliato i vitalizi, facendo risparmiare una quantità di danaro molto più elevata rispetto alle pagliacciate dei Cinque Stelle, senza suscitare alcun interesse da parte della redazione del Tg1. Mala tempora currunt, è proprio il caso di dirlo».

Telegiornale asservito
La sua collega di partito Enza Bruno Bossio parla addirittura di «occupazione di stampo militare» della tv di Stato: «Ciò che sta avvenendo con la Rai è inaccettabile, specialmente per chi sosteneva che la televisione pubblica andasse liberata dai partiti. Il vicepremier Di Maio e i Cinque Stelle hanno risolto il problema della propaganda – sostiene la deputata piddina – Ormai non serve più neppure che la Casaleggio Associati produca video ad hoc per le pagine social del ministro del Lavoro, dato che lui utilizza direttamente i video di un Tg1 completamente asservito al governo. L'esempio lampante è l'ultimo servizio sull'Abruzzo, che è in piena campagna elettorale per le regionali, in cui si decanta la generosità dei grillini per la presunta restituzione di parte del loro stipendio. Un'operazione di marketing mediatico, confezionata dal principale organo di informazione della televisione pubblica».

La restituzione era una notizia
Ma i pentastellati difendono il Tg1: il «restitution day» oggetto del servizio del telegiornale era una notizia. «Forse è il caso che il Pd accetti la realtà: che parlamentari e consiglieri regionali diano soldi per i cittadini tagliandosi lo stipendio è chiaramente una notizia visto che nessuno, a partire da loro, l'ha mai fatto – affermano, in una nota congiunta, il senatore Alberto Airola e la deputata Mirella Liuzzi, componenti del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai – Aspettiamo con ansia che restituiscano qualcosa anche dal Partito democratico per vedere la notizia al Tg1. Peraltro fa veramente sorridere che il Pd si vanti di aver tagliato i vitalizi in Abruzzo dal momento che quando abbiamo fatto la stessa cosa qui in Senato il Pd non ha votato!».