16 dicembre 2018
Aggiornato 04:30

Mattarella contro nazionalisti e sovranisti: «Il modello è l'Europa»

Il presidente della Repubblica si scaglia contro i venti anti-europeisti che soffiano in tutta Europa. «Fermare chi vuole farci tornare indietro»

Il capo dello Stato Sergio Mattarella risponde alle domande dei ragazzi all'Arsenale della Pace, Torino, 26 novembre 2018
Il capo dello Stato Sergio Mattarella risponde alle domande dei ragazzi all'Arsenale della Pace, Torino, 26 novembre 2018 (ANSA/UFFICIO STAMPA/QUIRINALE/FRANCESCO AMMENDOLA)

TORINO - «No al ritorno dei nazionalismi» o «il rischio è di far tornare indietro i popoli». Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, smette ogni panni di neutralità quando si parla di europeismo. E stavolta lo fa a Torino, intervistato dai giovani dell'Arsenale della pace. Il suo, con le Europee che si avvicinano sempre di più e con il Vecchio Continente travolto da venti sovranisti, è un messaggio chiaro - anche se non esplicito - alle forze politiche che guidano l'Italia.

Mattarella in difesa dell'Europa
Per Mattarella «l'esperienza di integrazione europea, che pure qualcuno in Europa critica e che può avere lacune, viene invece guardata con ammirazione in tanti continenti, in Africa, nel sud-est asiatico e in America Latina». Il Capo dello Stato parla di «modello di convivenza» che «ha una forte capacità attrattiva». E la speranza «è che si proceda su questa strada, senza tornare a nazionalismi che fanno tornare indietro i popoli. Dobbiamo insistere su questa strada, le premesse ci sono».

Un'analisi che viene dalla Seconda guerra mondiale
All'indomani della Seconda guerra mondiale l'integrazione europea - ha sottolienato Mattarella - «ha rappresentato un capovolgimento di rapporti tra paesi che si detestavano e si facevano la guerra. All'improvviso è scoppiata la volontà di collaborazione». Il capo dello Stato, che ha definito l'integrazione europea «una grande svolta storica positiva», ha concluso così il suo messaggio "europeista": «Il fatto che in molte parti del mondo si guardi all'integrazione europea come un esempio a cui ispirarsi è confortante» e dimostra che si tratta di «una strada possibile».