27 febbraio 2021
Aggiornato 01:30
Europa

Mattarella contro nazionalisti e sovranisti: «Il modello è l'Europa»

Il presidente della Repubblica si scaglia contro i venti anti-europeisti che soffiano in tutta Europa. «Fermare chi vuole farci tornare indietro»

TORINO - «No al ritorno dei nazionalismi» o «il rischio è di far tornare indietro i popoli». Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, smette ogni panni di neutralità quando si parla di europeismo. E stavolta lo fa a Torino, intervistato dai giovani dell'Arsenale della pace. Il suo, con le Europee che si avvicinano sempre di più e con il Vecchio Continente travolto da venti sovranisti, è un messaggio chiaro - anche se non esplicito - alle forze politiche che guidano l'Italia.

Mattarella in difesa dell'Europa
Per Mattarella «l'esperienza di integrazione europea, che pure qualcuno in Europa critica e che può avere lacune, viene invece guardata con ammirazione in tanti continenti, in Africa, nel sud-est asiatico e in America Latina». Il Capo dello Stato parla di «modello di convivenza» che «ha una forte capacità attrattiva». E la speranza «è che si proceda su questa strada, senza tornare a nazionalismi che fanno tornare indietro i popoli. Dobbiamo insistere su questa strada, le premesse ci sono».

Un'analisi che viene dalla Seconda guerra mondiale
All'indomani della Seconda guerra mondiale l'integrazione europea - ha sottolienato Mattarella - «ha rappresentato un capovolgimento di rapporti tra paesi che si detestavano e si facevano la guerra. All'improvviso è scoppiata la volontà di collaborazione». Il capo dello Stato, che ha definito l'integrazione europea «una grande svolta storica positiva», ha concluso così il suo messaggio "europeista": «Il fatto che in molte parti del mondo si guardi all'integrazione europea come un esempio a cui ispirarsi è confortante» e dimostra che si tratta di «una strada possibile».