16 dicembre 2018
Aggiornato 18:30

«Attenti italiani, arriva un nuovo Monti»: la profezia sinistra del governo tecnico

Da Bersani a Padoan passando per Renzi: nel centrosinistra tutti sembrano convinti che l'alleanza M5s-Lega cadrà presto e sarà sostituita da una grande coalizione

L'ex presidente del Consiglio, Mario Monti, alla Camera dei deputati
L'ex presidente del Consiglio, Mario Monti, alla Camera dei deputati (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA«Siamo vicini a una nuova stagione di austerità. Se non è oggi, è domani. Ma finirà così». Un oscuro presagio, una sentenza apocalittica quella emessa da Pierluigi Bersani nel corso della sua ultima intervista rilasciata a Repubblica. Il punto di vista dell'esponente di Mdp è fin troppo chiaro: il governo gialloverde avrà vita breve e sarà presto sostituito da un nuovo esecutivo non eletto dal popolo. Insomma, una sorta di bis di quanto accadde nel 2011 con Mario Monti, seppur con le dovute differenze: «Monti fece qualche errore e noi dietro – ammette, ma poi rilancia – Stavolta forse non sarà un tecnico, ma un politico. Certamente non si può andare avanti in questo modo. E non perché lo dice l'Europa. Basta quello che succede sui mercati».

La conferma dei piddini
Del resto, Bersani non è l'unico, nel centrosinistra, ad evocare un prossimo ritorno dei tecnici. Qualche giorno fa lo ha fatto l'ex ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ai microfoni de La Stampa: «Se il governo non ce la facesse, ci sono tre soluzioni, almeno in teoria: una nuova maggioranza, magari modello grossa coalizione; elezioni anticipate; un governo tecnico, che ripeterebbe il quadro del 2011». E addirittura l'ex presidente del Consiglio ed ex segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, ha affidato la sua profezia in tal senso al libro «Rivoluzione», l'ultima fatica di Bruno Vespa: «Sta andando tutto a carte quarantotto. Di qui a qualche mese torneranno i tecnici al governo. quelli che io ho combattuto per ristabilire il primato della politica. Mi dispiace e mi preoccupa». Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova, sosteneva la maestra del giallo Agatha Christie. Per cui, ascoltando il coro di cassandre che proviene da sinistra, ci viene naturale sollevare un legittimo sospetto: i dem si stanno semplicemente augurando il fallimento della maggioranza M5s-Lega contro la quale gufano fin dall'inizio, oppure sanno davvero qualcosa che noi non sappiamo?

E Pansa tira in ballo la Finanza
Viene da chiederselo ancor di più, e con comprensibile preoccupazione, ascoltando l'analisi di uno storico giornalista come Giampaolo Pansa che, intervistato da La Verità, non sembra avere alcun dubbio in tal senso: l'esecutivo di Giuseppe Conte ha vita breve e non andrà lontano. «Perché è composto da forze che non sono compatibili e non si amano – sostiene Pansa – Dopo vedo solo un esecutivo di tecnici appoggiato dai militari, magari dalla guardia di finanza, vero terrore per troppi italiani. Ma non per me che dichiaro dalla prima all'ultima lira». Insomma, ci attende un altro governo di grande coalizione, tecnico o politico che sia, che non si gioverà del sostegno elettorale dei cittadini, ma bensì di quello degli ufficiali e dei finanzieri. Andiamo bene...