17 novembre 2019
Aggiornato 16:00

M5s presenta mozione contro Tav, Di Maio: «Non ci arrendiamo»

Luigi Di Maio scrive su Facebook, rilanciando un post del «Blog delle stelle». Dice il capo M5s: «Noi non ci arrendiamo! Noi pensiamo al paese, non facciamo regali a Macron»

Il leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio
Il leader dei 5 Stelle, Luigi Di Maio ANSA

ROMA - Il Movimento 5 stelle annuncia la presentazione al Senato della mozione contro la Tav. Luigi Di Maio scrive su Facebook, rilanciando un post del 'Blog delle stelle'. Dice il capo M5s: «Noi non ci arrendiamo! Noi pensiamo al paese, non facciamo regali a Macron».

Questa è la posizione del MoVimento 5 Stelle

Noi abbiamo già depositato il documento ufficiale col quale affermiamo senza mezze misure che «occorre escludere la prosecuzione delle attività connesse alla realizzazione dell’opera». Inoltre, sottolineiamo come sia necessario avviare, in sede parlamentare, un percorso immediato per stabilire: la cessazione delle attività relative al progetto per la realizzazione e la gestione della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione; un diverso uso delle risorse, da destinare ad opere pubbliche alternative, maggiormente utili ed urgenti, sul territorio italiano. Nero su bianco, questa è la posizione del Movimento 5 Stelle. No a progetti vecchi, inutili e dannosi. Sì subito a cantieri che creano progresso e sviluppo. Si vedrà ai voti che strada vuole prendere ciascuna forza politica. Davanti alla decisione per il Tav si può dire no, sì, oppure lavarsene le mani. Ogni scelta comporta valutazioni conseguenti da parte di tutto il Paese. Oggi e domani.

Ci schieriamo dalla parte della collettività

I primi firmatari della mozione sono il capogruppo Stefano Patuanelli, il senatore Airola e le senatrici Pirro e Matrisciano. A seguire le altre firme del Movimento 5 Stelle del Senato. Ci schieriamo dalla parte della collettività, contro un blocco di potere che sembra perseguire interessi di parte e di pochi. Oggi tante persone in Val di Susa manifesteranno il loro dissenso verso il Tav. Ci aspettiamo e ci auguriamo di tutto cuore che sia una giornata non violenta, di democrazia, di libertà, di espressione e di legalità.

Lezzi: «Investimenti al sud sono prioritari»

«L'alta velocità è assente in Sicilia, in Calabria, manca una rete ferroviaria che colleghi i nostri porti, Gioia Tauro, Taranto, Salerno. Quindi tanti investimenti al Sud dovrebbero avere la priorità rispetto ad un'opera che in realtà vede la maggior parte dei vantaggi in un altro Paese» Lo afferma il ministro per il Sud Barbara Lezzi in una intervista pubblicata oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno. «Il nostro interesse invece, è quello di pensare prima ad efficentare tutte le infrastrutture, soprattutto nei territori finora trascurati - prosegue il ministro -. Abbiamo sbloccato quasi 50 miliardi di euro che erano sostanzialmente nelle sabbie mobili da decenni».

Morra: «Parlare di penali è disinformazione»

Nonostante la decisione del Governo di dare via libera alla prosecuzione dei lavori per la discussa ferrovia Torino-Lione, la bandiera No Tav sventola ancora sui canali social del Movimento 5 stelle. La esibisce in una foto sulla sua pagina Facebook il presidente della commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, che scrive: «Che si sappia: non è scritto in nessun documento ufficiale, in nessuna dichiarazione di intenti, che l'Unione Europea finanzierà non più il 40%, bensì il 55% dei previsti 9,6 miliardi di costo dell'opera. E ricordo che i costi previsti quasi sempre sono decisamente inferiori rispetto ai costi a consuntivo...».

«Non sono state previste»

«Ci sono, questa è la verità, delle proposte di aumentare la quota di cofinanziamento al 55%, ma - avverte l'esponente stellato - son generiche (e riguardano varie opere europee, e non solo il Tav) e nulla più, e niente in termini di impegni reali. A riprova di ciò l'ultimo bando, del 1° luglio, reca lo stesso codice di co-finanziamento da sempre previsto: il 40% a carico della Ue. Non c'è alcuna penale per la rescissione dell'accordo sul Tav Torino-Lyon da parte dell'Italia, semplicemente perché non sono state previste. E dunque parlare di penali in termini minacciosi è evidentemente 'disinformazione' bella e buona».