17 dicembre 2018
Aggiornato 11:33

Palermo, manifestanti in piazza durante il vertice sulla Libia: "5 Stelle traditori, degli americani servitori"

Nelle stesse ore in cui all'hotel Villa Igea di Palermo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riceveva le delegazioni ospiti della Conferenza di Pace sulla Libia, nel centro storico di Palermo sfilava un corteo di protesta

PALERMO - Nelle stesse ore in cui all'hotel Villa Igea di Palermo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riceveva le delegazioni ospiti della Conferenza di Pace sulla Libia, nel centro storico di Palermo sfilava un corteo di protesta organizzato da militanti di Sinistra comune, dei Cobas, dei proletari comunisti, ragazzi dei centri sociali, esponenti di Potere al popolo e Rifondazione comunista. Circa 500 persone nella contro-manifestazione chiamata "Interferenze" con il cordone di polizia che ha seguito i manifestanti durate il tragitto. Un corteo pacifico che si è svolto senza alcun problema.

"No ai signori della guerra"
"Cinquestelle traditori, degli americani siete servitori" è l'urlo che ha scandito la marcia dei manifestanti, alcuni con le bandiere del comitato "No Muos». No ai signori della guerra che si sono riuniti a Palermo, gli stessi che hanno provocato la guerra in Libia, hanno gridato più volte, contestando il generale Al Sisi, presidente dell'Egitto e invocando verità sulla morte di Giulio Regeni, il cui nome era scritto nello striscione in testa al corteo.

E i "lager" in LIbia?
Fausto Melluso, del Forum Antirazzista: "Crediamo che se la comunità internazionale continua a fare le stesse cose non ci possiamo aspettare che le cose cambino e la Libia è una delle testimonianze più evidenti di questo. Le stesse persone che hanno creato il pantano in Libia si propongono di creare pace e stabilità, non sono credibili. La questione libica contiene la questione ambientale, quella dei diritti e la questione migratoria. Riteniamo che risolta la questione libica sarà risolta anche quella migratoria, ma dalla Libia arrivano persone di tutta l'Africa. Cosa pensiamo dei diritti delle persone detenute nei centri spesso gestiti da quelle persone con cui oggi noi trattiamo sulla pace della Libia?".