18 novembre 2018
Aggiornato 17:00

A sinistra continuano a massacrarsi tra di loro

Stavolta è il turno di Minniti-Civati. L'ex ministro dell'Interno: «La Libia non è porto sicuro per i migranti». Il fondatore di Possibile: «Lui il primo ad averci fatto accordi»
Migranti a Tripoli
Migranti a Tripoli (Twitter)

ROMA - La Libia «non è un porto sicuro per i migranti, ma ora ci sono le Nazioni Unite e l'Unhcr». L'ex-ministro dell'Interno, Marco Minniti, rispondendo alle domande di Fanpage.it a margine della presentazione del volume Sicurezza è libertà, critica l'operato del suo successore, Matteo Salvini, e rivendica: «Con me il minor numero di morti nel Mediterraneo». La differenza «tra noi e i nazional-populisti sta in questo: la sinistra deve ascoltare con l'obiettivo di liberare le persone che hanno paura, la destra e i nazional-populisti fanno finta di ascoltarli per tenerli incatenati alle loro paure» spiega Minniti e propone un modello per la gestione dei flussi migratori: «Chi ha diritto alla protezione umanitaria arriva in Italia, chi non ha diritto viene rimpatriato ma in condizione di sicurezza e con la possibilità di rifarsi una vita». Infine, sul codice di condotta per le Ong, Minniti spiega: «È stato firmato volontariamente dalle organizzazione non governative».

L'atacco di Giuseppe Civati
Parole, quelle di Marco Minniti, che non sono andate giù al fondatore di Possibile Giuseppe Civati che ha risposto per filo e per segno alle parole dell'ex ministro dell'Interno e in corsa per la segreteria del Pd: «Marco Minniti all'improvviso scopre che la Libia non è un porto sicuro per i migranti. Si tratta dello stesso Minniti che da ministro dell'Interno ha firmato accordi con le milizie libiche, alcune non proprio candidate al Nobel per la pace, costringendo migliaia di migranti alla prigionia nei campi di detenzione libici, in cui sono stati commesse ripetute violazioni dei diritti umani. L'ex ministro dovrebbe anche ricordare che gli abbiamo sottoposto il problema, presentando interrogazioni parlamentari nella scorsa legislatura, ricevendo spesso risposte infastidite e sicuramente vaghe».

Lo scontro a sinistra continua
«Ma non c'è solo questo nel curriculum del Minniti ministro» aggiunge Civati «perché è stato sempre lui ad avviare la criminalizzazione delle Organizzazioni non governative, favorendo una campagna stampa e social durissima contro le Ong. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Insomma, è sorprendente ascoltare dall'ex ministro che oggi la Libia sia un Paese poco sicuro per i migranti. Sorprende perché è proprio quello che gli abbiamo ripetuto sempre, spiegando che avrebbe spalancato un'autostrada alla destra. Tanto che oggi Salvini non riesce a riservare critiche al suo predecessore, anzi in qualche occasione ha dedicato velati elogi. Da Minniti oggi non c'è stata alcuna assunzione di responsabilità, ma un panegirico per autoelogiarsi omettendo delle verità storiche».