16 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Mai più fascismi: a Torino Anpi e sinistra cantano la "Bella ciao" dei migranti

Ci sono tutti: sindacati, partiti di sinistra, movimenti democratici, e ovviamente l'Anci. E anche gruppi di profughi che cantano le canzoni partigiane

TORINO - Ci sono tutti: sindacati, partiti di sinistra - si vedono le bandiere di LeU, Possibile, qualche vecchia guardia di Rifondazione, anche qualcuno del Pd - movimenti democratici, e ovviamente l'Anci. E ci sono anche diversi gruppi di migranti. Sul palchetto montato al centro di piazza Palazzo di Città, davanti alla sede del Comune di Torino, a intonare "Bella ciao" con tanto di bonghi e sonorità dal sapore afro c'è il Coro Moro, band formata da otto giovani migranti arrivati da diversi Paesi africani (Gambia, Ghana, Costa d'Avorio e Senegal) e creata a Ceres, Valli di Lanzo, da due volontari italiani. Si sono fatti conoscere perché spesso cantano in dialetto piemontese. Assieme a loro, anche un altro gruppo di richiedenti asilo, gli One Blood Family, band nata nel 2017 a Torino da un’idea della Cooperativa Sociale Atypica. Anche loro arrivano da Senegal e Gambia. Alla manifestazione nazionale "Mai più fascismi" il richiamo è a reagire di fronte al dilagare di una "nuvola nera" che minaccia la democrazia. 

"Diffondono i virus della violenza"
Organizzazioni neofasciste o neonaziste sono sempre più presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web, denunciano. Diffondono i "virus della violenza, della discriminazione, dell'odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant'anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali». Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell'est, e si manifestano specialmente attraverso "risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe", con cortei e iniziative di stampo "oscurantista o nazista", come recentemente avvenuto a Varsavia, persino con atti di repressione e di persecuzione verso le opposizioni.

Sciogliere organizzazioni neofasciste
La piazza chiede che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione "di non nuocere sciogliendole per legge", come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione. Sollecita i poteri pubblici, e privati, a promuovere una "nuova stagione di giustizia sociale" contrastando il degrado, l'abbandono e la povertà "che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi".

Le parole del partigiano Cottino
"Questa piazza racconta la storia della Resistenza a Torino, città che per il suo valore ha vinto la medaglia d'oro, combattendo contro la ferocia della repressione nazista" dice il partigiano Gastone Cottino. "E' la città di Di Nanni, Balbis, Giambone, fa parte di quella capillare rete sorretta dalla solidarietà tra donne e uomini di ogni genere, età ed estrazione che si formò dopo l'8 settembre del 1943. Da qui dobbiamo ancora una volta ripartire». Perché "si va infittendo la trama nera che minaccia la democrazia. Quel che oggi sta accadendo in Paesi a noi vicini potrebbe accadere molto presto a noi. Dobbiamo richiamare i delusi, gli indifferenti e gli arrabbiati a risvegliarsi, tutti insieme".