19 giugno 2019
Aggiornato 21:30
Manovra finanziaria

Nessuna crisi, ci sarà una nuova delibera: Conte riporta ordine e a M5s e Lega chiede responsabilità

Le parole del presidente del Consiglio, commentando le tensioni tra Lega e M5s, non lasciano intravedere spazi per una crisi di governo

Il premier Giuseppe Conte
Il premier Giuseppe Conte ( ANSA )

ROMA - «Il tema su cui far riflettere tutti è che queste tensioni non ci giovano: come coalizione ma soprattutto come Paese. Bisogna mostrare senso di responsabilità». Le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, commentando le tensioni tra Lega e M5s in un’intervista al Corriere della Sera, non lasciano intravedere spazi per una crisi di governo. «Esiste una responsabilità verso il Paese, non solo verso l’elettorato e la gente dei social», ha avvertito il premier, che quindi ha rivolto un «invito» ai 5 Stelle e alla Lega «a non dare pretesti allo spread, non dobbiamo farci male da soli». Lo stesso Matteo Salvini durante la sua diretta Facebook in risposta a Luigi Di Maio aveva chiesto unità, "umilmente", per non dare adito ai mercati di fare il loro gioco, contrario a quello che sta portando avanti il governo giallo-verde.

"Ho più paura dei mercati che di Bruxelles"
Riguardo allo spread, Conte ha sottolineato di aver «sempre pensato che i nostri giudici più severi fossero i mercati finanziari, non la Commissione europea. E così è…». L’eventuale apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia da parte dell’Europa, secondo Conte "la possiamo gestire», perché «è un processo, ci da tempo per spiegare e dialogare». D’altronde, "non possiamo disconoscere le istituzioni europee", e dunque lunedì l'esecutivo italiano risponderà alla Commissione. Ma la reazione dei mercati è più difficile da gestire. "Le speculazioni finanziarie non le possiamo controllare. E certamente le tensioni politiche nella maggioranza non sono arrivate nel momento migliore».

Nessuna crisi
Quanto al merito della questione, il testo del condono, Conte al Fatto Quotidiano ha spiegato che «la "pacificazione fiscale" serve a consentire ai contribuenti di azzerare le pendenze e di accedere al nuovo sistema, che contempla un "fisco amico». L’accordo politico raggiunto ha l’obiettivo di permettere a chi ha avuto "difficoltà oggettive" di regolarizzare la sua posizione. "Neppure gli esponenti della Lega hanno mai manifestato l’intenzione di premiare i grandi evasori». Dunque, conclude, «nessuna crisi: faremo una nuova delibera».