15 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Salvini candidato a capo dell'Europa? I sovranisti lo spingono

Da vicepremier italiano a presidente della Commissione Ue. Il leader della Lega potrebbe essere il nome prescelto dal fronte euroscettico. Lui: «Ci penso»
Il leader della Lega Matteo Salvini in occasione di un tour elettorale per le provinciali in Trentino
Il leader della Lega Matteo Salvini in occasione di un tour elettorale per le provinciali in Trentino (Daniele Mosna | ANSA)

ROMA – Da vicepresidente del Consiglio in Italia a presidente della Commissione in Europa. Questa è la parabola politica che potrebbe, presto, portare Matteo Salvini sulla poltrona più alta dell'Unione europea, proprio quella su cui oggi siede l'odiato Jean Claude Juncker. I sondaggi in vista delle elezioni del maggio prossimo, del resto, sono tutti concordi nell'affermare che la coalizione favorita è proprio quella dei cosiddetti sovranisti, che non solo governa il nostro Paese con la Lega, ma avanza anche in tutto il resto del continente: dalla Francia con Marine Le Pen all'Ungheria con Viktor Orban, dalla Svezia con Jimmie Akesson all'Austria con Heinz-Christian Strache.

Lui sta valutando
E, visto che la Lega è il primo partito del fronte euroscettico e la stella in più rapida ascesa, anche a livello internazionale, è proprio quella di Salvini, ecco che spunta l'idea: perché non candidare proprio lui alla presidenza della Commissione? La conferma che l'ipotesi è sul tavolo viene dalla bocca dello stesso vicepremier e ministro dell'Interno: «È vero, amici di vari paesi europei me lo stanno chiedendo, me lo stanno proponendo – ha ammesso in un'intervista a La Repubblica – Fa piacere vedano in me un punto di riferimento per la difesa dei popoli, anche fuori dall'Italia. In questo periodo tra manovra, Europa, immigrati, non ho avuto tempo e modo per valutare la proposta. Maggio è ancora lontano. Vediamo, ci penso». Dunque il segretario del Carroccio non ha ancora sciolto le riserve, ma sta prendendo seriamente in considerazione questa ipotesi.

Gli attacchi alla Ue
Intanto, però, la campagna elettorale di Salvini in vista delle europee è già iniziata da tempo. E ogni occasione è buona per scagliarsi lancia in resta contro gli attuali dirigenti della Ue, compresa la recente controversia sulla manovra finanziaria italiana: «C'è un'Europa che non vede l'ora di metterci i bastoni tra le ruote e un Paese che deve marciare compatto – ha commentato negli ultimi giorni, durante il suo tour elettorale in Trentino Alto Adige – Oggi l'Europa ha mandato una letterina all'Italia: la manovra economica non va bene. Ogni voto alla Lega è un messaggio ai signori di Bruxelles, per dire: per l'Italia decidono gli italiani, non rompeteci le scatole, lasciateci lavorare. Altrimenti mi viene il dubbio che vogliano un'Italia serva, impaurita, disoccupata, arrabbiata, in ginocchio, per portarci via le uniche imprese sane. La Ue dice che la manovra è un problema dell'Europa ma poi quando ci sono dieci immigrati da prendere si voltano dall'altra parte questi vigliacchi, se l'Ue esiste non deve esistere solo per rompere le palle sulla manovra ma anche per condividere controlli e problemi».

Il sostegno dalla Germania
La voce di Salvini, contro gli uomini che comandano oggi l'Europa e a favore di un drastico cambiamento, insomma, si fa sentire. E sembra convincere anche fuori dall'Italia, tanto che l'europarlamentare di Alternative fuer Deutschland, Joerg Meuthen, si è già detto favorevole a Salvini candidato presidente: «Una candidatura di Matteo Salvini per la prossima presidenza della Commissione la considero auspicabile – sostiene il numero tre del partito di estrema destra tedesco – È con urgenza una più forte alternativa rispetto alle candidature non convincenti che vengono dai vecchi partiti».