14 novembre 2018
Aggiornato 05:00

Si affaccia lo spettro della crisi di governo: Conte minaccia dimissioni?

Per la prima volta la tenuta della maggioranza sembra cedere e il premier manifesta irritazione per le liti tra M5s e Lega. Poi, però, tutti fanno marcia indietro

BRUXELLES – Una notte tragica: forse, la più difficile da quando ha accettato la poltrona di premier. Giuseppe Conte si trova a Bruxelles, al Consiglio Ue, dove si era assunto la missione di spiegare ai colleghi europei che la manovra economica del suo governo è bella, chiara e addirittura moderata. Intanto, però, a Roma i suoi due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si rimpallano accuse, anche pubblicamente, sulla pace fiscale. Una fase di altissima tensione, che non rende certamente più facili i tentativi diplomatici di Conte, il quale trascorre infatti ore ed ore al telefono cercando con fatica di mediare tra M5s e Lega.

Quella tentazione di mollare tutto
Finché alla sera, esausto, sbotta con i suoi, evocando per la prima volta il clamoroso scenario di un suo addio: «Non possono pensare che io sopporti tutto, l'ho detto a chi di dovere, sono anche pronto alle dimissioni». Non si tratta di una dichiarazione ufficiale (anzi, è stata smentita formalmente da palazzo Chigi: «Non ha mai minacciato dimissioni»), ma il semplice fatto che il Corriere della sera, come altri giornali, l'abbia riportata nei suoi retroscena dà la misura del livello di irritazione dell'«avvocato degli italiani». Che infatti, a margine del vertice europeo, decide di convocare una conferenza stampa, per ribadire stavolta a microfoni accesi il suo ruolo e il suo potere: «Il presidente del Consiglio sono io, ho deciso che ci sarà una seconda riunione del governo per dissipare gli ultimi dubbi». Anche su questo punto, però, i due partiti di maggioranza non sembrano concordare. Di Maio chiede con forza un nuovo consiglio dei ministri per sistemare la pratica condono, mentre Salvini si oppone: «Io quando firmo un contratto o approvo un decreto, mantengo la parola. Non è che possiamo ricominciare da capo. Non ci sono regìe occulte, invasioni di alieni o scie chimiche».

Crisi o non crisi?
Insomma, l'eventualità di una crisi di governo, evocata più volte in questi giorni dalla stampa, resta sul tavolo. Conte, sempre nel corso della sua conferenza stampa, la allontana: «Mi sembra futuribile, di là da venire, improbabile. La politica come dice Max Weber è passione, senso di responsabilità, lungimiranza: se nascesse una crisi da questa vicenda non dimostreremmo né passione, né senso di responsabilità né lungimiranza». Però, al telefono con l'Italia, sembrerebbe non escluderla: «I prossimi dieci giorni saranno decisivi per sapere se dovremo affrontare una crisi o meno». Una crisi che, comunque, i due alleati sembrano intenzionati a scongiurare, almeno per ora. E Salvini continua infatti ad assicurare che «andremo avanti cinque anni».