18 dicembre 2018
Aggiornato 20:30

Conte torna dall'Africa: due giorni di discussioni sui migranti

Il premier di ritorno da una due giorni in Etiopia ed Eritrea dove ha discusso gli accordi sui rimpatri. Anche a distanza, però, ha gestito le priorità del governo

Il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il presidente dell'Eritrea Isaias Afewerki
Il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il presidente dell'Eritrea Isaias Afewerki (Filippo Attili | Ufficio stampa palazzo Chigi | ANSA)

ADDIS ABEBA – Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha lasciato l'Africa, dopo la visita di due giorni in Etiopia ed Eritrea. Con l'occhio sempre rivolto a Roma e alle politiche economiche, cooperazione e migranti sono stati però il focus della giornata ad Addis Abeba di Conte, primo capo di governo occidentale a giungere nel Paese dopo la firma degli accordi di pace con l'Eritrea. Il premier ha assicurato «supporto e sostegno per le attività di pace e sviluppo» al premier Abiy Ahmed e cercato la sponda dell'Unione africana nella gestione dei migranti, in un incontro con il vicepresidente della Commissione Kwesi Quartey. «Ho chiesto all'Unione africana – ha spiegato – di farsi mediatrice per incrementare gli accordi sui rimpatri e avere un sostegno alla strategia che stiamo coltivando in Europa per la regolazione e la gestione dei flussi migratori. Vogliamo una Ue più forte e solidale e riteniamo che un ruolo cruciale possa svolgerlo anche l'Unione africana». Che tra l'altro parteciperà alla Conferenza di Palermo sulla Libia, così come farà anche Angela Merkel.

Si lavora alla finanziaria
Anche durante la sua missione, Conte è rimasto comunque in contatto stretto con Roma, dove il parlamento ha approvato il Def e dove tecnici e ministri competenti sono al lavoro sul dl fiscale e il ddl di Bilancio che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare lunedì prossimo. Proprio oggi ha fatto ritorno nella Capitale, dove lo attende il lavoro da fare sulla manovra economica, che ha avuto oggi la «bocciatura» del Fondo monetario internazionale. Il premier ha programmato un fitto calendario di appuntamenti per il fine settimana (sabato a Bologna, domenica a Milano) quasi a mostrare plasticamente la propria presenza in campo in una fase cruciale. E poi la prossima settimana ci saranno tappe importanti, prima del vertice europeo di Bruxelles. Lunedì, appunto, in Cdm arriveranno i due provvedimenti, su cui, ha precisato Conte parlando con i cronisti ad Addis Abeba, sono ancora in atto alcune «limature». Poi comincerà il loro iter in parlamento: e proprio nel passaggio a Camera e Senato, il premier vuole evitare sorprese, con modifiche che stravolgano o comunque cambino pesantemente il testo.

Alitalia sul tavolo
«È chiaro – ha spiegato Conte, parlando con i giornalisti a margine di una visita allo stabilimento Amce-Iveco di Addis Abeba – che la manovra l'abbiamo elaborata, meditata, studiata in tanti mesi, incontri, settimane di lavoro. È chiaro che potremo valutare qualche intervento, ma la manovra è stata costruita in termini integrali, quindi pensare di poter modificare qualcosa di significativo lo escluderei. Valuteremo se verranno suggerimenti, ma è stata costruita in modo articolato e ben meditata, è assolutamente escluso che in questo momento ci sia la necessità di intervenire». La settimana prossima il premier dovrà poi spiegare il provvedimento ai leader europei e alle istituzioni Ue, cercando di convincerli del progetto del governo. «Se si guarda solo il dato finale, 2,4%, i conti non tornano ma se si guarda dentro la manovra in realtà i conti tornano completamente», si era detto certo ieri. Ma sul tavolo, la prossima settimana, ci sarà anche la «grana» Alitalia. Il governo, come hanno spiegato stamani sia Conte che il vicepremier Luigi Di Maio, intende creare una Newco per integrare la compagnia di bandiera con le Ferrovie. «Il dossier – ha ricordato – è nelle mani del ministro Di Maio. Ci siamo aggiornati, dobbiamo assolutamente offrire una soluzione e dobbiamo fare sistema: il trasporto aereo non può essere staccato da quello ferroviario. Abbiamo allo studio una Newco, confidiamo di realizzarla a breve».

Sforzi per la pace
Dopo la visita alla Amce (Joint venture tra l'italiana Iveco al 70% e lo Stato etiope al 30), stamani Conte è arrivato ad Asmara per incontrare il presidente Isaias Afewerki, leader contestato per il duro regime imposto al Paese e per le violazioni dei diritti umani. Per il presidente del Consiglio, però, «è importante che anche il mondo occidentale costruisca un rapporto con il presidente eritreo», per «favorire e assecondare il processo di pace» da cui può «iniziare anche internamente un processo di stabilizzazione e di apertura alla società civile e quindi anche un processo virtuoso che possa salvaguardare i diritti delle persone». Tra l'altro la pace tra Etiopia ed Eritrea e la distensione nella regione del Corno d'Africa potrebbero portare benefici anche sul fronte dei flussi migratori. «La sottoscrizione degli accordi di pace e cooperazione – ha detto il premier – creano le premesse per recuperare risorse sin qui dedicate alla difesa e alla sicurezza e destinarle allo sviluppo sociale ed economico del Paese. La pacificazione e lo sviluppo dell'intera regione del Corno d'Africa assicurerà condizioni di vita migliori alle popolazioni locali e contribuirà a stabilizzare anche il quadro dei rapporti internazionali, stabilizzando anche i flussi migratori».