21 ottobre 2018
Aggiornato 00:00

Anche Richetti ci prova: l'ex fedelissimo di Renzi tenta la scalata al Pd

In diretta Facebook Matteo Richetti annuncia la sua candidatura alla guida del Partito democratico. Ma, dice, non sono il candidato di Renzi

ROMA - «Ci rivolgiamo a tutti quelli che al Pd hanno dato le spalle, vogliamo rompere questo circuito un po’ chiuso e autoreferenziale e fare del Pd la porta di accesso alla politica cui tutti hanno accesso". L'esordio di Richetti in una difficoltosa diretta Facebook inizia con un invito ai perduti, ai disillusi, e ai nuovi che potrebbero conoscere un Pd rinnovato e più vicino alla gente. Questo, nell'ideale romantico della sinistra che non c'è più. «Molti si chiedono 'chi c’è con Richetti?', Io dico, stiamoci noi. Spero tanti amici, anche persone già impegnate». Ottimista, continua: «Io non faccio una campagna contro le persone, noi faremo una campagna elettorale diversa, proporremo un partito diverso, una politica diversa. Questa candidatura non è contro nessuno». Un altro Matteo si candida dunque alla guida del Partito democratico. Dopo Nicola Zingaretti, un altro sfidante, vedremo quanto credibile.

Non è il candidato di Renzi
Ciò che è certo è che Richetti non è il candidato di Renzi, pur essendo un renziano doc. «Se c’è una cosa che mi ha sempre visto in sintonia con Renzi è che quando ci si mette in gioco lo si fa senza chiedere il permesso», ha detto. Nega di averlo tradito ("Tradire che significa?») e spiega di essergli stato "fianco a fianco nel cambiamento e nelle risorse». "Ora non so cosa farà Matteo nel Congresso, è una decisione sua e qualunque decisione prenderà è da rispettare. Ma il problema non è fare il candidato di qualcuno ma per qualcosa». Quando Renzi, "e io insieme a lui", diceva di fare i talent scout nel Paese "io ci ho creduto». Ma qualcuno ha fatto "qualche incontro sbagliato se penso alla fisionomia che ha preso il partito».

Un progetto in solitaria
Ecco allora l'idea di correre da solo, come in qualche modo aveva già anticipato ad aprile scorso a Roma in occasione dell'evento «Harambee», con l’obiettivo di smuovere il partito dopo la batosta elettorale. «Finché il Pd resta dentro una posizione notarile, quella del ‘facciamo la media delle posizioni di tutti’, non va. Serve una cultura politica da costruire. Torniamo a essere noi il punto di riferimento. Scriviamo insieme le idee, un progetto innovativo, corale e riformista con umiltà, mitezza e determinazione. Mettiamoci in discussione, nel Pd hanno tutti accesso? Riformare il partito è la priorità, ma questo non si fa con i numeri delle tessere». Nella diretta Richetti ha ringraziato anche il segretario Maurizio Martina («Va ringraziato per la gestione di questi mesi, sta facendo un lavoro importante») e ha fatto un riferimento al rivale Nicola Zingaretti: «Qualcuno dice che in Campania si riparte da De Luca. Lo rispetto, ma io mi lascio De Luca alle spalle in Campania. Vorrei ripartire dai nomi dei tanti giovani impegnati, dagli amministratori in prima linea. Sono stanco di sentir dire che il Pd non ha giovani né classe dirigente. Il partito non può più essere quello dei figli di...»