12 dicembre 2019
Aggiornato 10:00

#pagailpopolo: contro la manovra l'hashtag del Pd che ora si scopre dalla parte della gente

Proprio da sinistra, quella sinistra che fa gli interessi delle élite, si leva il coro unanime di critiche alla manovra

ROMA - Il "popolo" è tornato di moda, ormai è chiaro. Ma stride, e non poco, l'improvvisa (e tardiva) riscoperta di tale categoria da parte di quella parte della politica che, per natura e vocazione, dovrebbe rappresentarlo, e cioè la sinistra. Quella stessa sinistra che invece sostiene, non verbalmente ma nei fatti, le banche, il sistema finanziario, lo status quo sociale, l'economia ingiusta globalizzata e mondialista: le èlite, insomma. Ora, proprio da sinistra, si leva il coro unanime di critiche alla manovra, questa sì, del popolo. Dopo l’annuncio e le notizie sull’accordo nel governo per far salire il deficit al 2,4% del Pil salutata dalla rete con l’hashtag #ManovraDelPopolo, scatta sui social la reazione del Pd che rilancia lanciando il suo #pagailpopolo.

"Uno schiaffo agli italiani"
Tanti i tweet dei senatori Pd. Daniele Manca ad esempio scrive: «Festeggiare l’incremento del debito che si scarica sugli italiani e compromette il futuro dei nostri giovani è un’autentica follia! #vergognalega5stelle #pagailpopolo». Dario Stefàno rincara la dose: «100 miliardi di debito in più, in 3 anni, non sono una conquista, non una dichiarazione di guerra all’Ue ma uno schiaffo agli italiani. Forse ci stiamo avvicinando davvero al piano B: non saremo più noi a voler uscire dall’Euro, ma l’Euro a non volerci più #pagailpopolo». Eugenio Comincini da vero lider maximo invece punta il dito contro "la strategia", che, attacca, "è massimizzare il consenso nel prossimo Parlamento Europeo per le forze populiste e di destra: l’obiettivo è sfasciare l’Europa. La colossale manovra in deficit risponde a questa strategia. Non è chiaro e preoccupa cosa faremo quando saremo soli… #pagailpopolo».

"Paese intossicato dalla propaganda"
E ancora, la vicepresidente del gruppo Simona Malpezzi spinge l'acceleratore sul debito: «Prima hanno preso i voti dagli italiani con promesse ben lontane da una idea di sviluppo del Paese. Ora dicono: pagate e indebitatevi. Come quando ti davano gratis il biglietto del circo ma poi dovevi comprare il set di pentole. Solo che non costava 120 miliardi #pagailpopolo». Dario Parrini prende di mira l’"irresponsabilità" delle scelte del governo: «In un Paese normale uno che chiama coraggio l’incoscienza e dice sono più bravo degli altri perché so fare più debiti viene invitato a trovarsi un medico bravo. In un Paese intossicato dalla propaganda esulta dal balcone di Palazzo Chigi. #pagailpopolo».