26 maggio 2019
Aggiornato 09:30
Manovra finanziaria

"Terremoto sui mercati, effetti devastanti": da Forza Italia e sinistra parte il fuoco incrociato contro la "manovra del popolo"

Brunetta, Carfagna, Fassina e gli altri tutti in campo per lanciare l'allarme sulla "manovra del popolo"

Il deputato di Fi, Renato Brunetta
Il deputato di Fi, Renato Brunetta ( ANSA )

ROMA - La notizia del possibile accordo raggiunto tra Lega e Movimento 5 Stelle sulla volontà di chiedere al ministro dell'Economia Giovanni Tria di fissare il rapporto deficit/Pil per il 2019 al 2,4%, di gran lunga al di sopra dell'1,9% che tutti gli operatori si aspettavano, "sta scatenando un vero e proprio terremoto sui mercati finanziari». Lo afferma in una nota il deputato di Fi, Renato Brunetta. Gli investitori internazionali - spiega - hanno subito iniziato a vendere i titoli di Stato italiani, facendo salire lo spread Btp-Bund a oltre 240 punti base e il rendimento dei Btp decennali a quasi il 3,0%. Prosegue la sua analisi: fortissime le vendite anche sul mercato azionario, con la Borsa di Milano che è arrivata a perdere quasi il 2,0% e le principali banche che hanno registrato perdite anche superiori, preoccupate dalla svalutazione che il loro attivo può subire e dalla possibilità di dover aumentare i tassi d'interesse sui mutui, come conseguenza dell'aumento dello spread.

Forza Italia contro
"Ricordiamo che con una soglia deficit/Pil superiore al 2,0% scatterà tra qualche giorno il quasi certo taglio del rating sovrano da parte delle principali agenzie, con conseguenze pesantissime per i nostri Btp e i mercati in generale" avverte l'azzurro In questo scenario, "ha davvero dell'incredibile vedere l'insistenza con la quale Lega e Cinque Stelle continuano ad avanzare le loro pretese al ministro dell'Economia. Avanti così e gli italiani si troveranno a pagare di tasca loro il prezzo del disastro finanziario", concludo Brunetta. Dello stesso avviso anche la collega vice presidente della Camera Mara Carfagna. La politica economica del M5s, "che la Lega sembra subire", "scasserà i conti pubblici, sprecherà i soldi dei cittadini e riporterà l'Italia indietro nel Medioevo con il blocco delle grandi opere». E' una manovra elettorale, sostiene Carfagna, "che rischia di bruciare i sacrifici che gli italiani hanno fatto in questi anni. Ci batteremo perché ciò non accada".

Fassina: ulteriori tagli a sanità, scuola, pensioni 
Contro la manovra anche la sinistra. Nella bozza del PNR, il Piano Nazionale di Riforme, che accompagna la Nota di Aggiornamento al Def è contenuta per il 2019 una raccomandazione "devastante sul piano sociale e recessiva sul piano macroeconomico": 0.1% di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta. Lo denuncia l'ex viceministro all'Economia di Leu Stefano Fassina. L'obiettivo era già stato indicato dal ministro Tria nella sua audizione parlamentare il 3 luglio scorso e oggi, è ufficialmente nel programma del Governo. "Per i non addetti ai lavori - sottolinea Fassina - vuol dire che, a bocce ferme, ossia senza attuare nulla del contratto di Governo, si taglia la spesa, escluse le uscite per interessi, di circa 5 miliardi per il prossimo anno". Questo secondo il deputato di Leu significa che per dedicare risorse al cosiddetto reddito e pensione di cittadinanza e a "quota 100" si fanno ulteriori tagli su sanità, scuola, assistenza, pensioni, lavoratori pubblici, investimenti. Cui si aggiungerebbero secondo lui ancora tagli per l'avvio della flat tax o aumenti di altre tasse. Insomma, se il Consiglio dei Ministri conferma il programma di Governo contenuto nel PNR "siamo di fronte a una Legge di bilancio con un drammatico gioco delle tre carte sulla pelle dei più deboli e di lavoratrici e lavoratori. Altro che manovra del popolo: è continuità" attacca Fassina.