17 giugno 2019
Aggiornato 15:30
Nomine Rai

Foa è il nuovo presidente Rai: via libera al nome voluto da Salvini

È una vittoria per il vicepremier, che aveva fortemente spinto il giornalista, anche contro le iniziali contrarietà di Forza Italia. Oggi l'ok della Vigilanza

Marcello Foa durante l'audizione in Commissione di Vigilanza Rai
Marcello Foa durante l'audizione in Commissione di Vigilanza Rai ( ANSA )

ROMA – Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai. La commissione di vigilanza ha espresso il suo parere favorevole con 27 sì e solamente 3 no. Nella prima riunione del consiglio di amministrazione della tv pubblica che potrebbe essere già domani o venerdì, la nomina sarà ratificata. Passa dunque il candidato fortemente voluto da Matteo Salvini, che alla fine è riuscito a vincere anche le iniziali contrarietà dei suoi alleati di centrodestra di Forza Italia.

Presentazioni e scuse
Durante la seduta Foa «ha avuto l’occasione – come lui stesso ha sottolineato – di presentarsi per la prima volta» ripercorrendo, in un intervento di circa un quarto d’ora, i passaggi salienti della propria carriera. Il neo presidente si è anche scusato per le affermazioni fatte, senza attendere il voto della Vigilanza, dopo la prima nomina: «Ero in vacanza in Grecia, forse ho peccato di leggerezza, forse non rifarei quella dichiarazione, era un momento di umano smarrimento e di emozione davanti al ruolo che mi veniva proposto. Non ho mai voluto mancare di rispetto al Parlamento».

Avvicinamento a Mattarella
Le sue scuse sono state porte anche al Quirinale: «Non è mai stata mia intenzione offendere o mancare di rispetto al presidente Mattarella, voglio sgombrare il campo da qualunque equivoco, mai è stata mia intenzione mancargli di rispetto e mai lo sarà», ha detto Foa durante la replica in commissione di Vigilanza Rai e rispondendo alle critiche che gli sono state mosse dagli esponenti del Pd. «Più volte è stata citata la questione dei retweet, retwittare qualcuno non è significativo di adesione incondizionata alle sue idee, ti può sembrare interessante la sua opinione in quel momento» ma, ha concluso Foa, «c’è una grande differenza tra quello che uno scrive e quello che retwitta». Il 27 maggio scorso, nei giorni convulsi antecedenti la nascita del governo Conte, sostenuto da Lega e M5S, in un tweet Foa scrisse: «Il senso del discorso di Mattarella: io rispondo agli operatori economici e dell’Unione europea, non ai cittadini. Ma nella Costituzione non c’è scritto. Disgusto». E il 28 maggio, in un altro tweet, aggiunse: «Per Mattarella Lega e 5 stelle non possono governare perché le loro idee sull’Europa sono inammissibili. E allora vada fino in fondo: abbia il coraggio di mettere fuorilegge i due partiti, li estrometta dal Parlamento. E proclami la dittatura».