22 ottobre 2020
Aggiornato 17:30
Nomine Rai

Foa è il nuovo presidente Rai: via libera al nome voluto da Salvini

È una vittoria per il vicepremier, che aveva fortemente spinto il giornalista, anche contro le iniziali contrarietà di Forza Italia. Oggi l'ok della Vigilanza

ROMA – Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai. La commissione di vigilanza ha espresso il suo parere favorevole con 27 sì e solamente 3 no. Nella prima riunione del consiglio di amministrazione della tv pubblica che potrebbe essere già domani o venerdì, la nomina sarà ratificata. Passa dunque il candidato fortemente voluto da Matteo Salvini, che alla fine è riuscito a vincere anche le iniziali contrarietà dei suoi alleati di centrodestra di Forza Italia.

Presentazioni e scuse
Durante la seduta Foa «ha avuto l’occasione – come lui stesso ha sottolineato – di presentarsi per la prima volta» ripercorrendo, in un intervento di circa un quarto d’ora, i passaggi salienti della propria carriera. Il neo presidente si è anche scusato per le affermazioni fatte, senza attendere il voto della Vigilanza, dopo la prima nomina: «Ero in vacanza in Grecia, forse ho peccato di leggerezza, forse non rifarei quella dichiarazione, era un momento di umano smarrimento e di emozione davanti al ruolo che mi veniva proposto. Non ho mai voluto mancare di rispetto al Parlamento».

Avvicinamento a Mattarella
Le sue scuse sono state porte anche al Quirinale: «Non è mai stata mia intenzione offendere o mancare di rispetto al presidente Mattarella, voglio sgombrare il campo da qualunque equivoco, mai è stata mia intenzione mancargli di rispetto e mai lo sarà», ha detto Foa durante la replica in commissione di Vigilanza Rai e rispondendo alle critiche che gli sono state mosse dagli esponenti del Pd. «Più volte è stata citata la questione dei retweet, retwittare qualcuno non è significativo di adesione incondizionata alle sue idee, ti può sembrare interessante la sua opinione in quel momento» ma, ha concluso Foa, «c’è una grande differenza tra quello che uno scrive e quello che retwitta». Il 27 maggio scorso, nei giorni convulsi antecedenti la nascita del governo Conte, sostenuto da Lega e M5S, in un tweet Foa scrisse: «Il senso del discorso di Mattarella: io rispondo agli operatori economici e dell’Unione europea, non ai cittadini. Ma nella Costituzione non c’è scritto. Disgusto». E il 28 maggio, in un altro tweet, aggiunse: «Per Mattarella Lega e 5 stelle non possono governare perché le loro idee sull’Europa sono inammissibili. E allora vada fino in fondo: abbia il coraggio di mettere fuorilegge i due partiti, li estrometta dal Parlamento. E proclami la dittatura».