16 dicembre 2018
Aggiornato 11:00

Ciriani (Fdi): «Perché diciamo no al reddito di cittadinanza»

Il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia commenta ai microfoni del DiariodelWeb.it le proposte per la legge di Bilancio: «Il peso del M5s purtroppo si sente»

Luca Ciriani, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, dal palco di Atreju18 ha fatto un intervento molto duro nei confronti del reddito di cittadinanza. Perché?
Perché la riteniamo una misura che non avrà effetti economici, nel senso che non contribuirà alla crescita né dei consumi, né del Pil. Proprio come era già accaduto con gli 80 euro regalati da Renzi. Ma, soprattutto, ho voluto insistere anche su un aspetto, diciamo così, diseducativo: non vorrei che molti giovani siano indotti a pensare che si può tranquillamente restare a casa in attesa dell'assegno di Stato. Peraltro c'è anche il rischio che il reddito di cittadinanza spinga molti furbi a lavorare in nero e arrotondare poi con il reddito garantito dallo Stato.

Invece, per quanto riguarda le proposte avanzate dalla Lega per la finanziaria, il vostro giudizio è positivo?
Alcune sono quelle che avevamo sottoscritto in campagna elettorale, quindi vanno bene. Tutto quello che parla di riduzione delle tasse, naturalmente, è musica per le nostre orecchie. Certo, ci aspettavamo un po' di più, ma i numeri ancora non li abbiamo visti, siamo solo agli annunci. Quando avremo in mano il documento economico e finanziario del governo, potremo dare un giudizio complessivo. Quello che dispiace è che si poteva sicuramente fare di più: il peso dei Cinque stelle in materia economica, purtroppo, si fa sentire, spero non troppo.

Ma è vero che all'interno dell'accordo stipulato l'altro giorno tra Meloni, Salvini e Berlusconi è previsto anche il vostro voto alle proposte leghiste in finanziaria?
Non so se ci sia stato questo accordo, perché non ero presente e lo sa soltanto Giorgia Meloni.

Però qualcosa ai suoi senatori dovrà pur dirlo...
Non posso parlare per Giorgia. Ma posso dire comunque con la massima tranquillità che, come abbiamo votato in aula i provvedimenti sull'immigrazione che erano coerenti e in linea con il nostro programma, lo faremo anche per la finanziaria. Se ci sarà la riduzione delle tasse, sicuramente voteremo a favore. Certo è che, rispetto a quanto immaginavamo e speravamo, quello che si preannuncia è nettamente inferiore.

Questo giudizio vale complessivamente per questi primi mesi di governo: bene la Lega, un po' meno il M5s?
Sì, perché il contratto di governo mette insieme due scuole di pensiero che, secondo me, sono molto diverse. La parte gestita dalla Lega è in maggioranza apprezzabile, ma il rischio è che, per bilanciare il loro peso, lascino un po' troppo la mano libera al Movimento 5 stelle in tema di politiche sociali ed economiche. Lo scopriremo presto. Anche per quanto riguarda la questione dello sforamento dei parametri europei: si può sforare tranquillamente, purché lo si faccia per investimenti, non per spesa corrente.

E quando ha sentito Berlusconi prevedere che il centrodestra tornerà presto al governo?
Se è un auspicio, lo faccio anche mio. Non sono così ottimista, ma se ha ragione Berlusconi meglio per noi.