17 ottobre 2019
Aggiornato 18:00

Casalino non si tocca. E Conte ribadisce fiducia in Tria

Il M5s mostra compattezza. Di Battista ironico: «Casalino ha sbagliato ... doveva denunciare a alta voce». Il premier: «Mi fido di tutti i ministri».

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con Rocco Casalino
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con Rocco Casalino ANSA

ROMA - «La burocrazia, le cosiddette strutture amministrative sono al servizio delle nostre iniziative, spetta a noi dare l'indirizzo, il dialogo è serrato». Giuseppe Conte entra a gamba tesa nella polemica scoppiata dopo le 'minacce' di Rocco Casalino ai dirigenti del ministero dell'Economia. E ribadisce fiducia «in tutti i ministri». Ma non scarica il suo portavoce. Anzi: «Le dichiarazioni di Rocco Casalino hanno chiarito che la diffusione dell'audio che sta circolando in queste ore configura condotte gravemente illegittime che tradiscono fondamentali principi costituzionali e deontologici». In pratica il Movimento (e il premier 'del cambiamento') hanno adottato la linea suggerita da Luigi Di Maio: la colpa non è di Casalino, ma dei giornalisti. 

Conte in difesa di Casalino
«Chiarito che trattasi di un messaggio privato, mi rifiuto finanche di entrare nel merito dei suoi contenuti. Ribadisco la piena fiducia del mio portavoce», ha poi chiarito il premier. Quindi ha approfittato della nota «per ribadire la piena compattezza e unitarietà del Governo nella elaborazione della manovra economica». Il premier ha spiegato che «sono giorni molto intensi e stiamo lavorando tutti, con il sostegno delle strutture amministrative, per realizzare le riforme più idonee a rilanciare la crescita economica e lo sviluppo sostenibile del nostro Paese».

Di Battista e il vero errore di Casalino
Ancora più netto, e in difesa di Casalino, l'intervento di Di Battista: «Siamo onesti, Casalino ha sbagliato. Non si mandano audio del genere in privato ai giornalisti. Certe cose vanno dette pubblicamente e con orgoglio! Le persone ci hanno votato proprio per questo. Se i tecnici nei Ministeri ci mettono i bastoni tra le ruote prendendosi poteri che non gli competono vanno cacciati all'istante. Semplice. O trovano i soldi per il reddito di cittadinanza (come li hanno trovati per le banche) o si trovano un altro lavoro». Alessandro Di Battista, via Facebook, rimprovera quindi al portavoce i Conte solo di non aver fatto pubblicamente la sua denuncia sul comportamento dei dirigenti del Mef.

«Violenza è tradire la volontà popolare»
«Dove sta» domanda Di Battista «la violenza in tutto ciò? Violenza è il sistematico tradimento della volontà popolare. Violenza è trovare denari per il TAV, per le banche, per le guerre di invasione mascherate da missioni di pace e dimenticarsi della povera gente. Violenza è utilizzare i giornali non per informare ma per bloccare ad ogni costo un movimento perché quel movimento vuole cancellare i finanziamenti pubblici all'editoria. Violenza è vedere questi giornalisti fare i leoni di fronte a Rocco Casalino ma poi farsela nei pantaloni sul caso Consip». Questa, conclude Di Battista, «è la violenza che si respira davvero in Italia. E contro questa violenza la stragrande maggioranza degli italiani si è espressa. Quindi avanti tutta e barra dritta. Amici non vi lasciate intimorire dai soliti cani da riporto del sistema anzi gioite, se il sistema reagisce così è un buon segno».