14 novembre 2018
Aggiornato 03:30

Chi ricostruirà il ponte? A Genova non passa la linea Di Maio

Il vicepremier insiste che i lavori siano finanziati dai Benetton, ma affidati a «un'azienda di Stato». Il governatore e il sindaco, invece, vanno avanti con Autostrade
Il ponte Morandi dell'autostrada A10 crollato a Genova
Il ponte Morandi dell'autostrada A10 crollato a Genova (ANSA/SIMONE ARVEDA)

ROMA – Per il vicepremier Luigi Di Maio, il viadotto Morandi a Genova «non lo può ricostruire Autostrade. Al massimo Autostrade ci mette i soldi, ma lo deve fare un'azienda di Stato così che possiamo controllare la qualità della ricostruzione del ponte. Inoltre stiamo per desecretare i contratti di Autostrade e toglierle le concessioni». Parlando in diretta su Facebook Di Maio ha sottolineato come «siamo poi convinti della nazionalizzazione di Autostrade, perchè l'alternativa è ridare le nostre autostrade ai Benetton. Nel governo nessuno vuole ridare ai Benetton le autostrade italiane, visto quello che hanno combinato».

Quelli che non vogliono nazionalizzare
Il leader del Movimento 5 stelle, dunque, ribadisce la linea dura contro la società Autostrade, rilanciando l'ipotesi del ritiro della concessione al gruppo Benetton e anche dell'affidamento ad un'azienda pubblica (probabilmente Fincantieri, che si è già fatta avanti tramite il suo amministratore delegato Giuseppe Bono) dei lavori di ricostruzione del ponte, finanziati però dal privato. Eppure non tutto il governo condivide la sua posizione: il ministro dell'Economia Giovanni Tria e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti hanno già frenato nei giorni scorsi sull'ipotesi della nazionalizzazione.

Regione e Comune preferiscono Autostrade
Quanto alla costruzione del nuovo ponte, giovedì scorso il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che è anche commissario per l'emergenza, e il sindaco di Genova Marco Bucci hanno già incontrato la società Autostrade. Alla quale Toti ha chiesto di presentare entro cinque giorni lavorativi, ovvero entro giovedì, il suo progetto per la demolizione dei due tronconi del viadotto e la costruzione di una nuova struttura in acciaio, la cui durata totale è stimata in otto mesi. Ad oggi, invece, non risulta alcuna richiesta fatta a Fincantieri, anche perché gli enti locali preferirebbero affidare i lavori al concessionario autostradale, che nelle loro intenzioni garantirebbe tempi più ristretti. Come andrà a finire, dunque? Chi ricostruirà il ponte Morandi? È ancora tutto da vedere.