18 giugno 2019
Aggiornato 02:30
Governo

Savona rilancia l'allarme mercati: «L'Italia rischia la speculazione finanziaria»

Dopo il sottosegretario Giorgetti, anche il ministro per gli Affari europei ribadisce di aspettarsi una reazione dello spread alla prossima legge di bilancio

Paolo Savona, ministro degli Affari Europei
Paolo Savona, ministro degli Affari Europei ( ANSA )

ROMA – Quello che finora era solo un avvertimento a cui aveva dato voce il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, sembra ora diventato un vero e proprio timore per il governo, ammesso per la prima volta in un incontro pubblico dal ministro per gli Affari europei, Paolo Savona: «C'è la possibilità che si scateni una speculazione finanziaria. Per colpa degli italiani o del governo? Non mi interessa, ma l'evento può accadere».

La guerra della finanza
Queste sono le parole, riportate da La Stampa, che l'economista sardo ha pronunciato nella piazzetta di Porto Cervo, e che lasciano presagire un autunno caldo sul fronte dello spread per il nostro Paese. Se infatti, come sembra, nella legge di bilancio saranno previste anche misure radicali come il reddito di cittadinanza o la flat tax, la maggioranza Lega-M5s si attende una reazione altrettanto forte anche da parte dei mercati. «Il governo si deve preparare e trovare una soluzione – ha dichiarato Savona, intervistato da Bruno Vespa – Sono andato a parlare di questo con Mario Draghi e con altri, non con i russi. Ora il ministro Tria è in Cina per discutere. Un governo serio cerca di parare questa eventualità».

Avanti tutta
La possibile contromossa della finanza internazionale, tuttavia, non induce l'esecutivo a cambiare linea economica: «Rispetteremo i parametri, ma finché sarà possibile», è l'avvertimento che il ministro rivolge all'Europa. Savona non arretra di un passo nemmeno sull'eventualità più estrema: quella di uscire dall'euro nel caso in cui la situazione esterna lo rendesse necessario. «Il piano B lo hanno tutti gli Stati, anche la Germania, nonostante le smentite della Merkel – ribadisce – Perché scandalizzarsi? Ma una cosa è avere un piano B, un'altra è pensare che serva uscire dall'euro. Io non sono un folle».