14 novembre 2018
Aggiornato 04:00

Conte disegna la «sua» Italia: sarà un autunno «di riforme strutturali»

In un'intervista al Corriere della Sera il premier presenta le prossime mosse del governo: dalla riforma fiscale al reddito di cittadinanza
Giuseppe Conte con i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Giuseppe Conte con i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini (Flavio Lo Scalzo | ANSA)

ROMA - «In soli due mesi abbiamo già assunto significative decisioni, penso ad esempio al decreto dignità. In autunno ne assumeremo molte altre, che riguarderanno anche riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno: riforma fiscale e misure reddituali di cittadinanza, riforma del codice degli appalti, accelerazione dei processi, anticorruzione, semplificazione normativa e burocratica, razionalizzazione nell'utilizzazione dei finanziamenti, digitalizzazione della P.A.». In una lunga intervista al Corriere della Sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte presenta le prossime mosse del suo governo. «Stiamo lavorando a un piano di ammodernamento delle infrastrutture e per questo ci stiamo dotando di una banca dati centrale che ci offra un costante monitoraggio sullo stato delle nostre infrastrutture e che ci consenta di programmare gli interventi secondo una scala di priorità».

La questione infrastrutture
Dopo la tragedia di Genova la questione infrastrutture è inevitabilmente diventata centrale per il Paese. E Conte mostra di avere le idee ben chiare: «Abbiamo bisogno di infrastrutture utili», per questo sulla linea ferroviaria Tav e sul gasdotto Tap il governo «si appresta a completare le analisi delle opere per arrivare alla sintesi finale». Sulla Tav, ha assicurato, «stiamo completando un'approfondita analisi costi-benefici, come è giusto che sia visto che parliamo di soldi dei cittadini. Questo Paese ha bisogno di infrastrutture utili e soprattutto sicure. Di qui il già citato piano di riammodernamento del nostro sistema infrastrutturale, sollecitando i concessionari a effettuare investimenti realmente adeguati agli utili». Per quanto riguarda invece la realizzazione del gasdotto Tap, Conte ha sottolineato che «il dossier è ora a Palazzo Chigi. Ho ascoltato con attenzione le istanze dei territori e sto ultimando gli approfondimenti che provengono dai vari stakeholders, dopodiché riunirò i ministri competenti e faremo la sintesi finale».

Obiettivo finale: «Ridiscutere il vincolo del 3%»
Ma il vero obiettivo di Giuseppe Conte è quello di arrivare a ridiscutere i vincoli europei, a partire da quello del 3%: «Se necessario sarò disponibile a viaggiare tutti i giorni per illustrare ai leader europei le varie riforme strutturali e il piano di investimenti che presenteremo e per attestare la nostra lucida e consapevole determinazione». Comunque «andremo per gradi. La prima cosa è far capire all'Europa il significato e la portata delle nostre riforme». Il premier ha quindi assicurato che «non cerchiamo alibi, lavoriamo con determinazione e convinzione al raggiungimento dei nostri obiettivi politici. Il debito pubblico - ha aggiunto Conte - è sostenibile e in ogni caso si può risanare con gradualità, ponendo attenzione alle ragioni della crescita».

Di Maio e Salvini? «Molto intelligenti»
In chiusura, una battuta sui due vicepremier per rispondere a precisa domanda: «Di Maio e Salvini sono due persone molto diverse tra di loro ma hanno una nota in comune: sono politicamente molto intelligenti anche perché non agiscono sulla base di umori transeunti o di mere inclinazioni temperamentali. I due vicepremier», ha aggiunto Conte «inoltre non si lasciano condizionare da incrostazioni 'relazionali': non sono sensibili a gruppi imprenditoriali, potentati editoriali, consorterie segrete. Ci siamo subito ritrovati su un obiettivo comune: realizzare una politica nuova che segni una cesura rispetto al passato».