19 luglio 2019
Aggiornato 02:00
Governo

Crollo di Genova, Conte prepara la «contromossa» contro Autostrade

Ma «non la anticipo sui giornali». Il premier mostra il pugno duro. Una cosa è certa: «Faremo in modo che non traggano ancora vantaggi»

Il premier Giuseppe Conte incontra i vigili del fuoco. Genova, 18 agosto 2018
Il premier Giuseppe Conte incontra i vigili del fuoco. Genova, 18 agosto 2018 ANSA

ROMA - Ormai è guerra aperta tra il governo e Autostrade per l'Italia. Nella prima intervista - al Corriere della Sera - dopo il crollo del ponte Morandi a Genova il premier Giuseppe Conte affronta pubblicamente il tema della revoca della concessione: «Abbiamo avviato una 'procedura di legge'» e «il governo si muoverà sempre nei binari del diritto», anche se ha pronta una «contromossa: non la anticipo sui giornali, ma questo governo farà in modo che il concessionario non possa trarre ulteriori vantaggi economici, rispetto a quelli già esorbitanti sin qui ricavati dalla convenzione. Faccio notare che il concessionario non ha neppure sostenuto l'investimento iniziale per costruire le autostrade, gliele ha date lo Stato». Niente polemiche sterili. Niente prese di posizioni ideologiche. Il premier Giuseppe Conte spiega di avere un solo obiettivo: «La tutela dell'interesse dei cittadini». E per raggiungerlo «ricorreremo a tutti gli strumenti giuridici che l'ordinamento ci pone a disposizione per difenderlo. Valuteremo con attenzione la modalità migliore per soddisfare l'interesse pubblico. Va senz'altro trovata un'alternativa a cattive privatizzazioni e a un sistema concessorio mal realizzato».

I soldi stanziati da Atlantia
Ma l'attacco di Conte ad Autostrade per l'Italia non si ferma solo al tema delle concessioni. Nel mirino anche la somma stanziata da Atlantia per le vittime e la ricostruzione del ponte, circa 500 milioni di euro. Una somma «ben modesta rispetto agli utili conseguiti negli anni. Potrebbero intanto quadruplicarla o quintuplicarla». Ma di certo non basteranno i soldi a 'risarcire' Genova: «Possiamo accettare queste somme solo quale parziale risarcimento, senza alcun pregiudizio per l'avviata procedura di caducazione della concessione».

Nazionalizzare o no?
Mentre l'intenzione del Governo è quella di andare avanti con la procedura di caducazione della concessione ad Autostrade, ieri in un'intervista il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha detto che l'eventuale nazionalizzazione «sarebbe conveniente». Ipotesi che però non convince il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti: «Non sono persuaso a una gestione diretta dello Stato», ha detto dal Meeting di Rimini, aggiungendo anche che «non ci sono i termini per revocare la concessione attraverso una legge»

Atlantia e Autostrade, crollo economico
Intanto ieri è stata un'altra seduta sotto i riflettori in Borsa per Atlantia, la holding cui fa capo Autostrade per l'Italia. Le azioni, che venerdì avevano tentato un recupero dopo le pesanti perdite seguite al crollo del Ponte Morandi sull'A10 a Genova, hanno chiuso con un ribasso del 4,68% a 18,435 euro ma limitando sul finale i danni dopo che in mattinata erano arrivate a scendere fino a 17,41 euro, sui minimi da ottobre 2014. Pur dimezzando le perdite di giornata, Atlantia ha comunque perso oltre 600 milioni ieri, con la capitalizzazione di Borsa che è scesa a 15,2 miliardi, bruciando complessivamente 5,3 miliardi dal 14 agosto a oggi. Il giorno prima del crollo del viadotto, che ha provocato la morte di 43 persone, il titolo aveva chiuso a 24,88 euro e la capitalizzazione del gruppo era pari a 20,5 miliardi.