15 novembre 2018
Aggiornato 09:00

Genova, Atlantia prova a difendersi con una nota scritta. Ma intanto il titolo in Borsa crolla

La reazione della società della famiglia Benetton dopo l’annuncio dell'esecutivo dell’ipotesi di revoca o decadenza della concessione
Il ponte Morandi crollato a Genova
Il ponte Morandi crollato a Genova (ANSA/ LUCA ZENNARO)

GENOVA - «Atlantia (Autostrade) riesce ancora, con faccia di bronzo incredibile e con morti ancora da riconoscere, a parlare di soldi e di affari, chiedendo altri milioni agli Italiani in caso di revoca della concessione da parte del Governo dopo la strage di Genova». Matteo Salvini, vicepremier, ministro dell’Interno e segretario della Lega, su Facebook appare furioso più che mai nei toni del suo post. «Dall’alto dei loro portafogli pieni (e dei loro cuori vuoti) chiedessero scusa e ci dessero i nomi dei colpevoli del disastro, che devono pagare. Il resto non ci interessa»

-25% in Borsa
Il governo ha promesso il pugno duro contro i responsabili di una tragedia più che annunciata, e prevedibile. Intanto il titolo di Atlantia crolla in Borsa, con una perdita del 25%, dopo l’annuncio dell'esecutivo delll’ipotesi di revoca o decadenza della concessione in seguito al crollo del ponte Morandi di Genova. All’avvio degli scambi a Piazza Affari il titolo non ha fatto prezzo per quasi un’ora e le indicazioni di pre-apertura indicavano una caduta di quasi il 50%. Rientrato agli scambi il titolo è sulle montagne russe e la perdita oscilla attorno al 25%.

Preoccupazione per gli azionisti...
I vertici della società della famiglia Benetton staranno tremando? Chissà... L'unica cosa certa al momento è che, oltre a mettere l'accento sulle eventuali penali che il governo dovrà versare all'azienda, si stanno affannando a difendersi. «Atlantia, in relazione a quanto annunciato in merito all’avvio di una procedura finalizzata alla revoca della concessione nella titolarità della controllata Autostrade per l’Italia, deve osservare che tale annuncio è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto» scrive in una nota, la società sottolineando come le «modalità» dell’annuncio del governo di revoca o decadenza della concessione possano «determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti». Minacce? Poco importa, purtroppo, degli azionisti alle vittime che non ci sono più e ai loro familiari.

La difesa di Atlantia
In relazione all’annuncio dell’avvio della procedura di revoca della concessione, Autostrade per l’Italia «si dichiara fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell’ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi. E’ una fiducia che si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali» si legge ancora. «Peraltro – aggiunge Autostrade – non è possibile in questa fase formulare alcuna ipotesi attendibile sulle cause del crollo. Autostrade per l’Italia sta lavorando alacremente alla definizione del progetto di ricostruzione del viadotto, che completerebbe in cinque mesi dalla piena disponibilità delle aree. La società continuerà a collaborare con le istituzioni locali per ridurre il più possibile i disagi causati dal crollo». E in relazione alle polemiche sugli investimenti in materia di sicurezza, Autostrade per l’Italia ha cercare di veicolare in ogni modo l'informazione che "negli ultimi cinque anni (2012-2017) gli investimenti della società in sicurezza, manutenzione e potenziamento della rete sono stati superiori a 1 miliardo di euro l’anno».