31 ottobre 2020
Aggiornato 20:00
Genova

Una cosa è certa: «Il maltempo non c'entra niente col crollo del ponte»

Il presidente dei geologi liguri, Carlo Crivelli, esclude qualsiasi nesso con i nubifragi di queste ore: «Il torrente Polcevera è in secca»

GENOVA - Che sia troppo presto per farsi anche solo un'idea sulla cause del crollo di parte del Ponte Morandi è ovvio. Ma una cosa sembra praticamente certa: il maltempo, i violenti temporali che da ore stanno colpendo la Liguria, non possono aver causato il crollo del viadotto sul torrente Polcevera dell'autostrada A10 alto quasi 50 metri che sovrasta il popoloso quartiere di Certosa. Ne è convinto il presidente dei geologi liguri, Carlo Crivelli, che all'AdnKronos ha spiegato come, «per una volta tanto» non sembra esserci «alcun problema di dissesto idrogeologico, ma piuttosto legato alla struttura del ponte». La 'natura' stavolta, non avrebbe colpe. C'è già, infatti, chi denuncia che «quel ponte è stato costruito male».

Perché il ponte non è crollato per il maltempo
Dal punto di vista geologico, ha spiegato Carlo Crivelli, «non ci sono zone instabili nel tratto interessato dal crollo. Stiamo parlando della piana del torrente Polcevera, una zona che presenta problemi idraulici ed è soggetta a fenomeni di piena a causa dei restringimenti. Ma al momento il torrente è praticamente in secca...». Il temporale quindi «non credo proprio che c'entri qualcosa il temporale, penso di più a un cedimento strutturale».

«Il viadotto costantemente monitorato»
Quel viadotto, però, dell'A10 che corre sul Polcevera - risalente agli anni sessanta - «era costantemente monitorato». A comunicarlo è propio Autostrade per l'Italia che ha spiegato come sulla struttura «erano in corso lavori di consolidamento della soletta e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione». Ma «i lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi».