14 novembre 2018
Aggiornato 04:30

Parte l'indagine sugli attacchi web russi a Mattarella

L'antiterrorismo svolgerà un accertamento sulle critiche sui social network al presidente della Repubblica, dietro cui ci potrebbero essere i troll di San Pietroburgo
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una recente immagine d'archivio
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una recente immagine d'archivio (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA – La Procura di Roma indagherà in merito agli attacchi su web e social fatti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dietro cui ci potrebbero essere dei troll russi, secondo quanto rivelato da un quotidiano americano nei giorni scorsi. L'accertamento giudiziario nella Capitale sarà seguito dal pool di magistrati che si occupa dell'antiterrorismo e di reati in danno dello Stato. A piazzale Clodio, in tal senso, è attesa un'informativa della polizia postale. La vicenda riguarda ciò che è avvenuto la notte tra il 27 e il 28 maggio scorso, proprio nelle ore in cui Mattarella espresse il suo no alla candidatura di Paolo Savona come ministro dell'Economia.

Salvini minimizza
Secondo quanto denunciato, centinaia di nuovi profili sui social network, tutti riconducibili ad un'unica origine, pubblicarono migliaia di messaggi di insulti e di inviti alle dimissioni nei confronti del Capo dello Stato. Di questa vicenda si occuperà lunedì anche il Copasir, con l'audizione del Dis, Alessandro Pansa. Sui rapporti con la Russia e commentando la notizia di migliaia di account Twitter, fabbricati a San Pietroburgo, per sostenere le posizioni di Lega e M5s in Italia, il ministro dell'Interno Matteo Salvini dichiara in un'intervista che sarà pubblicata domani dal Foglio: «Interferenze estere ce ne sono, a reti unificate. Basta guardare Sky. Da alcuni mesi leggo che i russi starebbero influenzando la Brexit, le elezioni americane, francesi, italiane... Secondo me sono solo fregnacce».

Orfini chiede chiarezza
Non la pensa allo stesso modo il Partito democratico: «La Procura di Roma apre un fascicolo sugli attacchi web al Presidente della Repubblica Mattarella e le presunte interferenze russe. Fatti che il ministro che dovrebbe garantire la legalità ha definito oggi 'fregnacce'. Chissà perché ha così paura che si approfondisca questa storia», così Matteo Orfini, presidente del Pd, risponde su Twitter al ministro dell'Interno, Matteo Salvini.