14 novembre 2018
Aggiornato 03:00

Di Battista, Di Maio e Paragone: il M5s in difesa della 'nuova' Rai

Il vicepremier: «Foa giornalista indipendente». Di Battista: «Mi sembra un sogno averlo come presidente». Paragone: «Quanta ipocrisia nel Pd»
Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista negli studi di 'In mezz'ora" su Rai 3, Roma, 25 febbraio 2018
Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista negli studi di 'In mezz'ora" su Rai 3, Roma, 25 febbraio 2018 (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - «Mi sembra un sogno: Marcello Foa Presidente della RAI. Foa è un uomo con la schiena dritta, un giornalista mai servo che si è battuto con coraggio contro le fake news, quelle vere, non le fake delle fake molto spesso prodotte nelle redazioni dei giornali di De Benedetti». Con queste parole Alessandro Di Battista ha salutato la nomina di Marcello Foa come nuovo presidente della Rai. «Foa non deve niente a nessuno, solo a se stesso e alle sue capacità. Foa non risponderà alle forze politiche che l'hanno scelto, risponderà solo esclusivamente ai cittadini e sono convinto che farà un gran lavoro per restituirci un servizio pubblico di qualità, libero, indipendente e perché no, sovrano. Perché la sovranità è una bella parola». Ma sul nome di Foa è scoppiato un duro scontro che vede in prima fila il Partito democratico e Matteo Renzi. Ed è in difesa del giornalista «con la schiena dritta» che si sono schierati apertamente il vicepremier Luigi Di Maio e Gianluigi Paragone, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai. In pratica i vertici politici del Movimento.

Di Maio: «Foa giornalista con la schiena dritta»
Marcello Foa è un giornalista «con la schiena dritta che ha sempre fatto il suo mestiere con grande onestà intellettuale e dimostrando totale indipendenza. Eppure oggi Pd e Forza Italia lo accusano di sovranismo. Ma di che parliamo?» ha scritto il ministro e vice premier Luigi Di Maio (M5s) in un post sulla sua pagina Facebook. «Sovranità è una parola presente nell'articolo 1 della Costituzione. È una bella parola che sta tornando di moda anche grazie a persone come Foa», aggiunge. «Quelli del Pd poi sono gli stessi che avevano messo a capo della Rai una del Bilderberg: Monica Maggioni, che è attualmente presidente della Trilateral italiana - conclude -. E ora vogliono opporsi a un giornalista totalmente libero che è pronto a fare gli interessi esclusivi della Rai e degli italiani? Sarebbe clamoroso».

Paragone: «Il Pd ci risparmi sua ipocrisia»
«È incredibile che il Pd si metta a sentenziare su Marcello Foa. In passato abbiamo visto le più alte cariche Rai sostenute dal partito di Renzi che col servizio pubblico c'entravano davvero poco. Di servizio semmai era la porta da cui entravano per decidere chissà cosa insieme ai potenti di Bilderberg» ha dichiarato in una nota, Gianluigi Paragone, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai. «Marcello Foa - prosegue - è un giornalista puro, un nome autorevole, con esperienza di lungo corso. Siamo orgogliosi della sua candidatura a presidente della Rai perché siamo sicuri che la sua visione sarà messa a servizio dei cittadini. Riguardo al Pd, sarebbe più dignitoso ogni tanto risparmiare l'opinione pubblica da questa sfacciata ipocrisia. Pensino a cosa hanno fatto in passato e riflettano».