18 ottobre 2019
Aggiornato 05:30
Giustizia

Fini e la Tulliani a processo per un giro di riciclaggio da 7 milioni di euro

L’ex presidente della Camera e sua moglie, con il fratello di questa e il padre, sono stati mandati a processo dal gup del tribunale di Roma

L'ex presidente della Camera Gianfranco Fini con la moglie Elisabetta Tulliani
L'ex presidente della Camera Gianfranco Fini con la moglie Elisabetta Tulliani ANSA

ROMA - L’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, e sua moglie Elisabetta Tulliani, con il fratello di questa Giancarlo ed il padre Sergio sono stati mandati a processo dal gup del tribunale di Roma, Elvira Tamburelli. Oltre all’ex leader di An ed ai membri della famiglia Tulliani è stato rinviato a giudizio anche il cosiddetto ‘re delle slot’ Francesco Corallo. La prima udienza è stata fissata per il 30 novembre prossimo davanti alla IV sezione penale. I fatti risalgono al 2008 e nel fascicolo del pm Barbara Sargenti si parla di un giro di riciclaggio di oltre 7 milioni di euro. A tanto ammontano, sempre secondo gli inquirenti, i profitti illeciti accumulati da Sergio e Giancarlo Tulliani, insieme alla moglie dell’ex presidente della Camera.

Di cosa sono accusati
I Tulliani – secondo l’accusa – dopo aver ricevuto, attraverso società offshore, enormi trasferimenti di denaro disposti da Francesco Corallo, privi di qualsiasi causale o giustificati con documenti contrattuali fittizi, avrebbero trasferito e occultato, con frazionamenti e movimentazioni ad hoc, il profitto illecito dell’associazione utilizzando conti accesi in Italia e all’estero. Il procedimento nasce nell’ambito dell’inchiesta della Dda capitolina proprio sugli affari di Corallo che il 13 dicembre del 2016 aveva portato all’arresto dell’imprenditore e di Giancarlo Tulliani, il cognato di Fini (poi rimesso in libertà su cauzione a Dubai). Dieci le persone coinvolte nella vicenda, tra cui anche l’ex parlamentare Amedeo Labocetta.

L'organizzazione di Corallo&co
Secondo la Procura di Roma l’organizzazione di Corallo&co riciclava in tutto il mondo i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery. I soldi, oggetto di riciclaggio, una volta depurati, secondo chi indaga sarebbero stati impiegati da Francesco Corallo in attività economiche e finanziarie, in acquisizioni immobiliari, e destinati anche ai membri della famiglia Tulliani.