20 giugno 2019
Aggiornato 09:00
Immigrazione

Bruxelles, abbiamo un problema: sui migranti è scontro totale tra Italia e Germania

Si chiude nel peggiore dei modi l'incontro tra Merkel e Conte, che avverte: «Siamo pronti a stoppare il documento conclusivo del Consiglio europeo»

Il premier Giuseppe Conte con la cancelliera Angela Merkel
Il premier Giuseppe Conte con la cancelliera Angela Merkel ( ANSA )

BRUXELLES - Flessibilità europea sulle questioni di bilancio in cambio di una linea più morbida dell'Italia sui migranti? «Notizia del 2014»: così negli ambienti governativi italiani si liquida l'ipotesi di una convergenza italo-tedesca a margine del Consiglio europeo in corso a Bruxelles. Il faccia a faccia di Giuseppe Conte con Angela Merkel, durato una ventina di minuti, non pare quindi aver sciolto i nodi che separano il Consiglio europeo in corso a Bruxelles da una soluzione condivisa sul tema della gestione dei flussi migratori. E dopo Merkel, Conte ha avuto un breve incontro con il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani ma ha mancato «per ragioni di tempo», un altro colloquio bilaterale che, secondo quanto si apprende, sarebbe stato chiesto dal presidente francese Emmanuel Macron prima dell'avvio formale del vertice. Bocche cucite da parte italiana sui contenuti specifici dell'incontro fra il presidente del Consiglio italiano e la cancelliera tedesca, ma Roma sottolinea la «determinazione» con la quale Conte si presenta al confronto coi capi di Stato e di governo dell'Unione. 

«Dalla Germania solo parole. Ora basta»
«Dalla Germania in questo periodo abbiamo avuto un apprezzamento per la posizione italiana, ma - si sottolinea da parte italiana - stavolta la nostra linea è chiara. La nostra richiesta è di adottare un approccio complessivo e uscire dalla logica emergenziale: quindi centri di protezione nei Paesi di provenienza e transito, responsabilità condivisa della gestione di chi arriva, superamento della logica di Dublino. Perché dobbiamo parlare di 'movimenti secondari' (i profughi approdati in Italia e filtrati in altri Paesi Ue, ndr) quando noi abbiamo un altro problema, che sono i 'movimenti primari'? Stavolta non c'è disponibilità a scambi, o si ragiona sul pacchetto completo o non c'è la disponibilità a a un compromesso. Altrimenti per noi è una presa in giro».

Italia pronta a bloccare il documento conclusivo del vertice
L'Italia insomma rilancia la posizione dura espressa dal premier, che ha fatto sapere di essere pronto a bloccare il documento conclusivo del vertice (che per essere adottato richiede l'unanimità): «Stavolta non è impossibile che accada», ribadiscono le fonti di governo. E non ci sono margini di incertezza, «non esiste un problema Salvini; non è che il M5S sia pronto ad accettare i profughi di ritorno dalla Germania quando non si trova una conclusione comune»: è quanto filtra dagli ambienti governativi, evidentemente impegnati anche a proiettare l'immagine di una linea comune di tutta la maggioranza gialloverde. Il governo italiano non crede nemmeno alla prospettiva di una «coalizione dei volenterosi» ipotizzata da Merkel, «l'Italia - dicono qui - è stata fin troppo volenterosa in passato. Ma siamo consapevoli che sul nostro approccio non c'è ancora condivisione, è un lavoro...».

La posizione tedesca
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha sottolineato, al suo arrivo al Consiglio europeo oggi a Bruxelles, che vanno sostenuti i paesi che ricevono molti rifugiati, ma anche impediti i «movimenti secondari» evitando che i richiedenti asilo possano scegliere liberamente in quali paesi presentare le loro domande. E ha avvertito che, per realizzare le piattaforme di sbarco fuori dall'Ue, bisogna prima discutere con i paesi del Nordafrica che dovrebbero ospitarli sul loro territorio. La protezione delle frontiere esterne, comunque, è il punto su cui c'è il consenso di tutti gli Stat membri, ha osservato la cancelliera. «La protezione dei confini esterni - ha detto Merkel - è una cosa che unisce tutti gli Stati membri» e al Consiglio europeo «parleremo di Frontex, della protezione delle frontiere e dei movimenti secondari». Questo, ha spiegato «significa che da una parte i paesi che ricevono molti rifugiati necessitano di sostegno, ma dall'altra parte che i rifugiati e migranti non devono poter scegliere in quale paese dell'Ue chiedere asilo».