16 giugno 2019
Aggiornato 08:00
Politica

Conte avverte i 'grandi' d'Europa: «L'Italia non accetterà compromessi al ribasso»

Il premier a Bruxelles: «Toccheremo con mano se la solidarietà europea esiste». Intanto la Libia critica l'Ue e ringrazia l'Italia: «Solo promesse»

Il premier Giuseppe Conte al vertice Ue di Bruxelles
Il premier Giuseppe Conte al vertice Ue di Bruxelles ( ANSA )

BRUXELLES - Che non sarebbe arrivato a Bruxelles in punta dei piedi era ormai noto a tutti. Ma che facesse il suo ingresso con tanto di nota ufficiale firmata 'Palazzo Chigi' non se lo aspettava nessuno. Giuseppe Conte ha voluto così ribadire la linea italiana: testa alta e nessun compromesso dal vertice europeo: «Toccheremo con mano» ha spiegato il premier «se la solidarietà europea esiste o meno. Se dalle parole si vuole passare ai fatti. Questo Consiglio europeo potrà essere uno spartiacque tra un prima e un dopo nell'approccio del fenomeno migratorio. Capiremo se davvero l'Europa vuole gestire in maniera solidale il fenomeno migratorio. Compromessi al ribasso non li accetteremo». Con queste parole il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito la posizione italiana che aveva espresso davanti alle telecamere arrivando a palazzo Europa a Bruxelles per il vertice Ue.

Conte pronto allo scontro
«L'Italia - ha sottolineato il capo del governo - la sua buona volontà l'ha sempre dimostrata. Se questa volta non dovessimo trovare disponibilità da parte degli altri Paesi europei, potremmo chiudere questo Consiglio senza approvare conclusioni condivise. Arriviamo a questo Consiglio europeo - ha detto Conte - con proposte ragionevoli e in linea con lo spirito e i principi europei. In questi anni l'Italia ha ricevuto manifestazioni di solidarietà a parole, ma qui voglio dirlo chiaro: questa è l'occasione in cui gli altri Paesi europei possono finalmente dimostrare questa solidarietà con i fatti. La solidarietà a parole non basta più, ci aspettiamo fatti concreti», ha aggiunto.

Intanto la Libia critica l'Unione europea
E proprio mentre iniziano i lavori del vertice, da Tripoli sono arrivate dure critiche all'operato dell'Unione Europea in merito all'emergenza immigrazione. A scagliersi contro Bruxelles è stato il generale Ayoub Kacem, portavoce della Marina libica: «L'Unione europea è venuta meno ai suoi impegni» perchè, «ad eccezione dell'addestramento (della guardia costiera) che non era una priorità, abbiamo avuto solo briciole. Nessun supporto tecnico, materiale o finanziario. Solo promesse, parole, polvere agli occhi». Poi la precisazione: al momento le motovedette usate dai suoi uomini sono «prestate» da Roma dal 2010 e ormai «hanno raggiunto il loro limite».

«Dobbiamo chiudere il Mar Mediterraneo»
Il capitano di una delle navi libiche, il colonnello Abou Ajila Abdelbari, ha poi aggiunto: «Abbiamo comunicato tutte le nostre esigenze, per quanto riguarda navi e attrezzature, al nostro cosiddetto partner europeo, su sua richiesta. Ma abbiamo solo ricevuto promesse». Nonostante le condizioni difficili, ha aggiunto il generale Kacem, la Guardia costiera libica «continua a fare il suo dovere, perché se oggi permettiamo che 1.000 migranti raggiungano le coste europee, altri 10.000 vorranno seguirli domani, motivo per cui dobbiamo chiudere il Mar Mediterraneo». Dall'inizio dell'anno, la Marina libica ha intercettato e soccorso oltre 7.000 migranti, tra cui circa un migliaio solo il 25 giugno scorso. Secondo Kacem, i trafficanti hanno accelerato le partenze perchè temono la chiusura delle frontiere europee, dopo che Roma ha vietato l'attracco ai suoi porti alle navi delle ong che, a suo giudizio, «sfruttano la miseria dei migranti per raccogliere più aiuti». E la decisione italiana ha permesso di «smascherare l'Europa», dove alcuni Paesi si rifiutano di accogliere i migranti. «Se l'Europa vuole fermare i flussi migraori - ha concluso Kacem - deve aiutare la Libia a controllare la sua frontiera sud (lunga 5.000 chilometri) e fare pressione sui paesi di partenza».